TLC. Pin per cambio telefonia fissa, stop dal Tar del Lazio

Non è conclusa la vicenda del pin previsto dall’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni per il cambio di operatore di telefonia fissa. A ottobre infatti l’Agcom aveva approvato l’introduzione del codice segreto necessario per avviare il trasferimento dal vecchio al nuovo operatore telefonico di rete fissa: il provvedimento dispone l’obbligo per gli operatori di consegnare un codice segreto ai propri clienti, allo scopo di verificare l’effettiva volontà del cliente di cambiare gestore. Oggi uno stop: gli operatori di telefonia fissa avranno più tempo per adeguarsi alla normativa. Il Tar del Lazio ha infatti sospeso, su richiesta di Vodafone appoggiata da BT Italia, l’entrata in vigore della delibera proprio nella parte in cui si stabiliva che gli operatori dovevano adeguarsi entro la fine di gennaio al nuovo sistema basato sull’assegnazione del pin. Per il Tar, la decisione è stata anticipata in modo immotivato dal primo marzo al primo febbraio.

Lo stop all’introduzione del pin deciso dal Tar incontra l’opposizione del Movimento Difesa del Cittadino: "Ancora una volta – dichiara Francesco Luongo, responsabile Nuove tecnologie e servizi a rete del Movimento Difesa del Cittadino (MDC) – alcune major della telefonia hanno deciso di impugnare il provvedimento davanti al TAR Lazio ottenendo un nuovo rinvio. Nei prossimi mesi, altre migliaia di famiglie e anziani potrebbero restare vittime di truffe e abusi e conseguentemente vedersi aumentare in modo indebito il costo delle bollette. Ci auguriamo che l’Agcom impugni immediatamente la decisione davanti al Consiglio di Stato, che già in passato ha dimostrato maggiore sensibilità verso i diritti degli utenti".

La decisione di introdurre il pin per il cambio di operatore di telefonia fissa non aveva incontrato invece il parere favorevole di Adiconsum e Altroconsumo. Adiconsum infatti aveva scritto all’Autorità manifestando la propria perplessità perché "l’introduzione di un codice segreto, così come previsto nella delibera, potrebbe offrire all’azienda cedente uno strumento per prolungare i tempi del cambio di operatore, recando un danno al consumatore e bloccando di fatto il mercato della telefonia fissa". Anche Altroconsumo si era detta contraria e aveva avanzato la preoccupazione che "soprattutto i gestori che detengono le maggiori quote di mercato avrebbero potuto trovare escamotage e pratiche per ritardare e ostacolare la comunicazione del pin all’utente, in modo da rendere più difficoltoso il passaggio alla concorrenza".

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