TLC. Pubblicità su pay tv, Cittadinanzattiva: “Il Ministero faccia chiarezza”

Cittadinanzattiva chiede di fare chiarezza sulle indiscrezioni a mezzo stampa legate allo schema di decreto legge predisposto dal vice ministro Romani per il recepimento della direttiva Ue sulla TV senza Frontiere, che ridurrebbe fra l’altro dal 18% al 12% i tetti di raccolta pubblicitaria per le televisioni a pagamento. "Visto che il provvedimento sarà sottoposto al voto il prossimo giovedì, chiediamo al Ministero di fare chiarezza su quelle che sino ad ora sono solo delle indiscrezioni di stampa, non smentite", afferma l’associazione.

"Anzitutto – dichiara il vice segretario Antonio Gaudioso – la responsabilità sulla scelta di dare il via libera ad un nuovo canale satellitare passa da un attore terzo, l’Autorità per le comunicazioni, al Ministero, con una evidente sottomissione alle scelte politiche di queste autorizzazioni. La vicenda legata a Cielo, il canale gratuito di Sky per il digitale terrestre, è un esempio vivido di ciò che potrebbe accadere se tutte le autorizzazioni fossero rimesse solo in capo al Ministero".

Per l’associazione va bene il minore affollamento pubblicitario "ma in questo caso il taglio inciderebbe solo su un operatore, mentre per quanto ci riguarda il problema andrebbe affrontato in maniera più generalizzata, sia per le piattaforme a pagamento che quelle gratuite. Oltretutto, in questo schema di provvedimento, c’è una palese contraddizione – continua Gaudioso – Se lo spirito è quello della diminuzione dell’affollamento, perché non estendere la scelta a tutti i tipi di canale, e perché invece si permette un tetto fino al 22% del mix telepromozioni-spot-televendite nelle ore di maggiore ascolto?" Allarma inoltre la possibilità che la programmazione per bambini di durata superiore a trenta minuti possa essere interrotta due volte con la pubblicità. Da qui la richiesta di chiarezza al Ministero.

Comments are closed.