TLC. Ragazzi, Internet e cellulari: a chi la responsabilità per un utilizzo sicuro?

Internet e i cellulari fanno ormai parte integrante della vita di ragazzi e ragazze, attraverso di loro bambini e adolescenti giocano, imparano, acquistano, instaurano amicizie; in tal senso, tali tecnologie soddisfano bisogni importanti di comunicazione, socialità e conoscenza. Per quanto concerne però la sicurezza dei ragazzi in rete, essa non è solo di natura tecnica "conosco il mezzo e quindi sono sicuro", ma anche affettiva e relazionale dal momento che attraverso le nuove tecnologie vengono soddisfatti bisogni fondamentali per una crescita sana ed equilibrata. Motivo per cui si è svolta oggi a Roma, presso la Sala Convegni del Monte dei Paschi di Siena la tavola rotonda "Ragazzi, Internet e cellulari :opportunità e rischi", curata dalla società Onlus Save The Children.

Nell’indagine sviluppata su un campione nazionale di 861 genitori e 424 figli (fra 10-17 anni), riguardo ai giudizi sulle forme di utilizzo di Internet e cellulari forniti dai genitori, è emerso che : il 66,9% usa Internet e il 4,1% il cellulare per informarsi; l’83% e il 2,1% per scuola e studio; l’8% ed il 19,8% per comunicare con gli amici; il 4,4% e lo 0,9% per giocare; l’1,7% e il 66,3% per comunicare con i figli; lo 0,8% e il 58% chiamare il figlio quando si trova fuori di casa. Secondo i genitori il compito di informare le famiglie sui rischi legati all’uso di Internet e cellulari dovrebbe essere dei mass-media (35,4%), della scuola (26,1%), delle istituzioni (15,3%), dei produttori/rivenditori (7,6%). Ma la cosa che lascia più da pensare è che sono proprio i ragazzi ad essere maggiormente consapevoli dei rischi provenienti dagli strumenti tecnologici che hanno a disposizione.

Per Maurizia Iachino, Presidente Save the Children Italia, "c’è una società adulta che per seguire i propri interessi viola in continuazione quelli che sono i diritti dei bambini, dei soggetti più indifesi; le nuove tecnologie sono una grande opportunità ma anche un forte rischio per quanto concerne la socialità e il nuovo modo di sviluppare le aggregazioni sociali.""Il cellulare – continua la Iachino- sta diventando sempre più uno strumento di scambio mercantile di immagini che vanno ad invadere la privacy dei minori, ed è per questo che vogliamo denunciare l’esistenza di un utilizzo deviato di tali tecnologie impegnandoci a dare sempre maggiore risonanza alla percentuale di rischio."

Secondo Luigi Cancrini, Psichiatra e Vice Presidente Bicamerale Infanzia, "a differenza del passato, oggi l’esplorazione del mondo da parte dell’adolescente avviene attraverso la tecnologia, senza alcuna guida. E’ compito del genitore accompagnarlo in questo viaggio attraverso l’implementazione delle sue conoscenze sulle nuove tecnologie." Per Paolo Gentiloni, Ministro per le Comunicazioni, "questa sarà una delle sfide più importanti per i prossimi anni. Abbiamo vissuto, sulla tutela dei minori, fasi diverse : cinema, stampa, televisione, ma sicuramente la sfida della rete è la più rilevante e la meno chiara. Oggi c’è un’accessibilità alquanto vasta all’informazione, abbiamo a che fare con una straordinaria potenzialità che però dobbiamo maneggiare con cura non sottovalutandone i rischi".

"Esiste il dovere ed il compito – conclude il Ministro– di portare avanti un’azione di sistema attraverso: interventi normativi basati sull’aggiornamento dei Codici di Autoregolamentazione; interventi educativi e divulgativi, basati su un’informazione più chiara, di cui si devono far carico soprattutto scuole e mass-media; un’assunzione di maggiore responsabilità nella comunicazione da parte di provider e gestori di telefonia mobile al fine di predisporre, in collaborazione con le Autorità, meccanismi efficaci per ridurre i rischi."

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