TLC. Rai, Adiconsum punta il dito contro il “nuovo” contratto di servizio

Il contratto di servizio Rai è oggi all’esame della Commissione di vigilanza dei servizi radiotelevisivi. Adiconsum punta il dito verso il nuovo testo "diverso da quello originale (Gentiloni) pubblicato sul sito del Governo". L’associazione chiede alla Commissione di respingere questa "nuova" versione che ha notevolmente peggiorato i diritti dell’utenza in tema di servizio universale.

In particolare, Adiconsum ritiene che il nuovo contratto di servizio debba garantire in chiaro le trasmissioni anche sul satellite e non soltanto in analogico o sul digitale; che le varie innovazioni tecnologiche proposte riguardino tutte le piattaforme (satellitare, digitale e analogico) e non soltanto l’analogico, destinato a sparire entro il 2012; che ai disabili siano garantite le stesse percentuali previste nel testo precedente; e che il Comitato istituito nel nuovo Contratto per valutare l’applicazione dello stesso e la qualità del servizio sia composto a grande maggioranza dai rappresentanti dell’utenza. I controllati non possono essere anche i controllori di se stessi.

Questo testo è per l’associazione "Una scelta ancora più inaccettabile perché fatta successivamente all’aumento del canone come non accettabile è la giustificazione che la pubblicazione sul sito del Governo sia avvenuta per errore. La verità è che lobby interessate (Rai e Sky) sono intervenute per ridimensionare gli impegni sul servizio universale".

Lunedì 22 gennaio l’associazione terrà una conferenza stampa per documentare i "rimaneggiamenti" intervenuti e per evidenziare come questi riducono i diritti dei cittadini al servizio universale.

 

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