TLC. Relazione Agcom. Commento critico da MDC e Codacons

Non sono tardate le prime reazioni delle associazioni dei consumatori alla relazione annuale al Parlamento del Presidente dell’Autorità per le Garanzie nelle comunicazioni, Corrado Calabrò. Infatti, il Movimento Difesa del Cittadino (MDC) considera la relazione troppo ottimistica e"un vero e proprio specchietto delle allodole" la riduzione dei costi delle tariffe telefoniche prevista dall’Agcom. "Purtroppo – spiega l’associazione – diminuiscono i costi del traffico, ma restano troppo elevati altri balzelli come: il canone di abbonamento, il costo di spedizione delle bollette per quanto riguarda la telefonia fissa, lo scatto alla risposta, il costo delle ricariche e degli SMS nella telefonia mobile prepagata".

Il Movimento è critico anche sul fronte delle fasce più deboli, come anziani e disabili: secondo l’associazione, infatti, l’Autorità continua a ignorarle, non avendo ancora imposto alle compagnie (o almeno all’operatore dominante) contratti sociali adeguati a queste categorie. "Quanto alla posizione dominante di Telecom – continua MDC – è paradossale che l’Autorità da un lato denunci questa situazione del mercato e dall’altro vada a peggiorare i livelli di qualità del cosiddetto servizio universale garantito da Telecom Italia con una delibera che ha rafforzato ai danni degli utenti il colosso della telefonia fissa".

Infine, sulla questione della mobile number portability, Francesco Luongo, responsabile del Dipartimento TLC del Movimento Difesa del Cittadino afferma che "siamo ancora lontani da un’effettiva libertà dell’utente di cambiare compagnia, a causa dei tempi tecnici ancora necessari per il passaggio da un operatore all’altro. Ormai – denuncia Luongo – per cambiare compagnia nell’arco di pochi giorni c’è bisogno della raccomandazione: sono tanti i consumatori che infatti si rivolgono alla nostra associazione affinché faccia da mediatrice affrettando il passaggio della pratica".

Il Codacons critica quanto affermato dal Presidente Calabrò a proposito dei risparmi pari a 2 mld di euro che nei prossimi tre anni deriveranno dal calo delle tariffe, giudicati dall’associazione del tutto insufficienti. "Nel corso degli anni – afferma Carlo Rienzi, presidente del Codacons – gli utenti italiani hanno pagato tariffe telefoniche stellari ben più elevate rispetto la media europea, che hanno sottratto migliaia di miliardi alle tasche dei cittadini e che fanno apparire ridicoli risparmi di 2 miliardi in tre anni".

Ma "il vero business delle compagnie telefoniche – denuncia il Codacons – è però quello degli sms, settore nel quale manca qualsiasi concorrenza e sul quale l’Autorità dovrebbe concentrare le proprie attenzioni. Basti pensare che per i gestori telefonici il costo industriale di un sms è pari a 1 centesimo di euro, sms che agli utenti viene fatto pagare 15 centesimo di euro, ben il 1.400% in più".

L’associazione critica infine i ritardi relativi agli Operatori Virtuali, che se introdotti a tempo debito avrebbero consentito un’ulteriore riduzione generalizzata delle tariffe telefoniche a tutto vantaggio dell’utenza.

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