TLC. Restituzione del credito residuo, MDC bocca le proposte dell’Agcom

"In caso di passaggio ad altro operatore di telefonia mobile, la restituzione del credito residuo deve prescindere dalla richiesta dell’utente. Rifiutiamo in toto le proposte delle aziende". È quanto dichiara Francesco Luongo, responsabile del Dipartimento TLC del Movimento Difesa del Cittadino (MDC), dopo l’audizione delle associazioni dei consumatori presso l’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni venerdì 9 maggio, sulle modalità di restituzione del credito residuo proposte dagli operatori di telefonia MNO e MVNO.

Gli operatori di telefonia, infatti, hanno presentato all’Agcom nuove modalità che intenderebbero uniformemente applicare per la restituzione del credito residuo in denaro agli utenti, come previsto dalla Legge Bersani. In particolare, Telecom Italia, Vodafone, Wind e H3G hanno proposto il meccanismo di richiesta del credito residuo a mezzo modulistica, posta raccomandata o posta ordinaria. "Questo meccanismo – osserva Luongo – non risulta agevolmente fruibile da parte dell’utente medio, già alle prese con richieste a call center e a mezzo posta che spesso restano inevase".

Il Movimento Difesa del Cittadino propone al contrario la restituzione automatica degli importi in caso di recesso, come già statuito dall’art. 4 della Delibera n. 179/03/CSP in caso di eventuali depositi cauzionali o anticipi conversazioni, con l’indicazione del tempo massimo per la restituzione. "L’utente – continua il responsabile del Dipartimento TLC del Movimento Difesa del Cittadino – dovrebbe essere sempre avvisato, all’atto del recesso e prima del suo perfezionamento, dell’esatto ammontare del credito residuo tramite Sms e ogni altra forma di comunicazione utile (oltre che per iscritto, se richiesto all’operatore).

Secondo l’associazione, il meccanismo a richiesta si è dimostrato poco funzionale anche in altri servizi a rete, quali gas ed elettricità, dove milioni di euro giacciono nelle casse delle società per la mancata o inevasa richiesta di restituzione da parte degli utenti. "Al consumatore, inoltre, – afferma Luongo – deve essere lasciata libertà di scelta se trasferire il credito ad altro operatore, in caso di portabilità del numero, oppure di chiedere al gestore semplicemente la restituzione del denaro con modalità agevoli e in ogni caso senza costi. Quanto alla tempistica, non si reputano congrui i 30 giorni proposti da Telecom Italia, Vodafone, Wind e H3G, Poste Mobile e Carrefour, né i 60 proposti dalla COOP".

Circa i costi dell’operazione rappresentati in maniera assai variabile dai singoli operatori, MDC non condivide né il quantum né le modalità di applicazione: nel caso di recesso da un contratto di telefonia fissa è prevista la restituzione automatica e senza spese dell’anticipo conversazioni, perché non dovrebbe succedere anche in questo caso? Il Movimento Difesa del Cittadino, dunque, invita l’Autorità a un provvedimento che garantisca in tempi brevi l’effettività dei diritti riconosciuti agli utenti dagli art. 1 commi 1 e 3 della Legge n. 40/07 (Legge Bersani).

 

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