TLC. Rete accesso Telecom Italia, in Gazzetta la consultazione dell’Autorità

Acquisire le osservazioni e i commenti degli operatori, dei consumatori e di tutti i soggetti interessati alla separazione funzionale della rete di accesso di Telecom Italia. Questo l’obiettivo della consultazione pubblica avviata nei giorni scorsi dall’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni, in particolare per rilevare le caratteristiche strutturali del mercato, all’evoluzione tecnologica delle reti e dei servizi, nonché allo sviluppo prospettico delle relative dinamiche concorrenziali e regolamentari.

In particolare, l’Autorità mira a valutare opzioni regolamentari relative alla dinamica volutiva della rete pubblica fissa di telecomunicazioni nella sua componente di accesso ai clienti finali. Il processo di convergenza in atto delle reti e dei servizi rende meno accentuate le differenze fra le varie reti, fisse e mobili. Pur tuttavia, l’Autorità ritiene che, nonostante i rilevanti risultati concorrenziali ottenuti grazie agli attuali strumenti regolamentari (fra tutti l’unbundling), vi siano ancora alcune importanti specificità della rete fissa, particolarmente nel segmento dell’accesso, che richiedono un’analisi di sistema con riguardo ai profili di natura tecnica, economica, concorrenziale e regolamentare. La finalità di risolvere tali criticità ha condotto l’Autorità a porre da tempo sul tappeto la questione di un intervento strutturale e speciale già in occasione della Relazione annuale del luglio 2006, rivolgendo in tal senso un invito a Telecom Italia. Successivamente, a fine settembre 2006, e sempre nella stessa prospettiva, è stata avviata la Task Force incaricata di affrontare -anche in contraddittorio con Telecom Italia – le questioni tecniche, di mercato e concorrenziali.

La consultazione prevede 13 misure a garanzia dell’indipendenza gestionale delle attività di rete, attraverso appropriate regole di governance e di autonoma incentivazione del management. In particolare, appare appropriato che la ipotizzabile divisione appositamente dedicata alla funzione separata sia dotata di ampi poteri autonomi rispetto alle altre funzioni aziendali. Nella consultazione vengono anche tratteggiati i vantaggi e i motivi di riflessione circa una separazione più incisiva (societaria), con la precisazione, peraltro, che tale forma di separazione esorbita dal piano regolamentare ricadendo nella sfera delle autonome determinazioni dell’azienda.

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