TLC. Roaming: Ue, presto direttiva per ridurre costi

La Commissione europea sta lavorando ad una proposta di direttiva che "elimini" i costi, molto elevati, delle telefonate in roaming internazionale, quelle cioè effettuate quando ci si reca in un paese diverso dal proprio: Bruxelles punta, infatti, ad introdurre in Europa il principio del "prezzo domestico", che consentirà a un abbonato di un paese europeo, quando si trova in altri paesi dell’Unione, di effettuare chiamate alle stesse condizioni e agli stessi costi che in patria.

In primo luogo, la Commissione cercherà di intervenire, abbassandoli, sui prezzi "all’ingrosso" dei servizi di roaming che vigono tra gli operatori di telefonia mobile europea: quelli, per intenderci, che l’operatore del paese A paga all’operatore del paese B quando il suo abbonato telefona o riceve una telefonata, trovandosi momentaneamente nel paese B.

Non è tutto. Per essere sicura che "i risparmi sui prezzi all’ingrosso vadano effettivamente a beneficio dei clienti", la Commissione ritiene vi sia bisogno di "regolare anche il settore retail", quindi i prezzi pagati dall’abbonato al proprio operatore. Su quest’ultimo fronte, spiega la nota, Bruxelles potrebbe in particolare "eliminare tutti i costi del roaming per ricevere una telefonata quando si viaggia all’estero", in modo che questa non costi nulla, o quasi, a chi la riceve, a fronte del costo abbastanza elevato da sostenersi adesso.

Nel caso in cui, trovandosi sempre all’estero, si voglia invece telefonare, la Commissione potrebbe introdurre il principio del "prezzo domestico", allineando così i prezzi delle chiamate fatte dall’estero a quello delle telefonate effettuate dall’Italia. Due, in proposito, le possibilità: se trovandosi a Madrid, un abbonato italiano chiama un taxi spagnolo, il costo sarà identico a una telefonata fatta a Roma per chiamare un taxi italiano. Di conseguenza, le telefonate internazionali fatte da paesi esteri dovranno costare quanto le chiamate all’estero effettuate dall’Italia.

Le proposte di Bruxelles verranno sottoposte a una seconda consultazione pubblica, aperta a tutti gli operatori del settore delle telecomunicazioni, che si concluderà a fine aprile. A quel punto la Commissione metterà a punto una proposta di regolamento, che potrebbe essere adottata entro giugno. Per entrare in vigore entro la metà dell’anno prossimo, le nuove norme con tro il "caro-roaming" dovrebbero solo passare il vaglio del Parlamento europeo e del Consiglio Ue. Ma entrambi, secondo fonti comunitarie, sono largamente favorevoli all’iniziativa.

Il Presidente del Movimento Difesa del Cittadino (MDC), Antonio Longo, sollecita la Commissione Europea a presentare al più presto la proposta di direttiva per ridurre i costi del roaming. "La scelta della Commissione è un po’ obbligata – spiega Antonio Longo – dal fatto che si sta diffondendo sempre di più tra i consumatori europei l’abitudine di effettuare telefonate via internet (l’applicazione Skype ne è solo un esempio), che hanno costi molto ridotti. Sono centinaia di migliaia infatti gli utenti che effettuano telefonate sia interurbane sia internazionali via Internet".

Viaggiare all’estero costa, ma tenere informati parenti e amici utilizzando il telefono cellulare "é un vero e proprio salasso a danno dei viaggiatori e consumatori". Il roaming internazionale (la tariffa applicata per le chiamate dall’estero), al centro di moltissime denunce di Adusbef e Federconsumatori, per le sue "tariffe oscure, spesso raddoppiate o triplicate" però "dovrebbe avere i giorni contati se è vero che il commissario alla comunicazione Ue ha annunciato finalmente la sua abrogazione". "Staremo a vedere – sostengono Adusbef e Federconsumatori – se la commissione Ue, spesso ostaggio delle lobby e dei potentati telefonici, riuscirà ad eliminare gli elevatissimi costi delle telefonate in roaming internazionale che, oltretutto sono applicate anche a chi riceve in Italia telefonate dall’estero". "Vedremo ancora – concludono le associazioni dei consumatori – se la Commissione riuscirà ad introdurre in Europa il principio del prezzo ‘domestico’ che consentirà ad un abbonato di un paese Europeo, quando si trova in altri paesi dell’Unione, di effettuare chiamate alle stesse condizioni e agli stessi costi che avrebbe affrontato nel Paese d’origine".

 

Comments are closed.