TLC. Roma, il futuro delle telecomunicazioni in un dibattito organizzato da Siemens

Quale sarà il futuro delle telecomunicazioni in Italia? Convergenza e competitività andranno d’accordo? A questo interrogativo hanno cercato di dare una risposta gli interlocutori intervenuti al convegno organizzato oggi a Roma da Siemens nell’ambito degli eventi del Giubileo Agostiniano. Gli ultimi mesi sono stati caratterizzati da frequenti annunci di ristrutturazioni, fusioni ed alleanze che prefigurano un sostanziale assetto del mercato delle telecomunicazioni, in Italia e nel mondo.

I due scenari che si prospettano all’orizzonte sono da un lato la convergenza "ragionata" dall’altro la passione competitiva. Con il termine convergenza si intende la possibilità che reti nate con scopi differenti possano veicolare servizi diversi espandendo il proprio progresso tecnologico, ovvero possano competere nello stesso mercato. Attualmente – come ben spiega il prof. Sandro Frova, docente dell’Università Bocconi- siamo di fronte a due tipi di convergenza: convergenza fisso/mobile e convergenza voce/dati/media. La prima è concreta, in fase di avvio: dovrà vedere garantita una accettabile parità di condizioni fra operatori fissi ed operatori mobili. Della seconda, invece, si parla dappertutto come se fosse una cosa già fatta; in realtà il sentiero di sviluppo non è facilmente individuabile.

Alla convergenza, se attuata rispettando i principi di "parità di condizioni tra gli operatori", non può non seguire un beneficio alla concorrenza: secondo Antonio Pilati, Antitrust, la convergenza è un traguardo positivo in quanto l’utente verrebbe a trovarsi nella condizione di poter scegliere tra diversi attori.

Alla "provocazione" circa la presenza poco visibile e incisiva dello Stato nel favorire le nuove tecnologie, Livio Zoffoli, Cnipa, risponde portando ad esempio l’esperienza del Sistema Pubblico di Connettività (SPC) che rappresenta "l’insieme di strutture organizzative, infrastrutture tecnologiche e regole tecniche, per lo sviluppo, la condivisione, l’integrazione e la circolarità del patrimonio informativo della pubblica amministrazione, necessarie per assicurare l’interoperabilità e la cooperazione applicativa dei sistemi informatici e dei flussi informativi, garantendo la sicurezza e la riservatezza delle informazioni".

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