TLC. Servizi a Sovrapprezzo, le critiche di Federconsumatori ed Anuit

Il Decreto n° 145/2006 del Ministero delle Comunicazioni circa "ll Regolamento per i Servizi a Sovrapprezzo", in vigore dal prossimo 25 aprile, non garantisce i consumatori dai comportamenti truffaldini, non prevede nulla di più di quanto era stabilito dal precedente ed inefficace decreto e per di più ha regalato ai fornitori dei servizi l’aumento a € 15,00 (€ 12,50 + iva) del prezzo massimo stabilito per ogni singola chiamata con un incremento del 21% del precedente limite di € 12,40 (€ 10,33+ iva).

Per il responsabile delle Telecomunicazioni di Federconsumatori Angelo Ferraiolo, le sanzioni fissate dal Regolamento prevedono unicamente la sospensione della numerazione "incriminata" per un mese! Tali misure sono completamente insufficienti a dissuadere gli Operatori (intestatari della numerazione e centro servizi) dal porre in essere frodi e/o truffe. A vantaggio degli Operatori disonesti gioca la "certezza" di incassare quanto fatturato sulla bolletta, i lunghi tempi per le indagini, favoriti anche dall’assurda disposizione di non esporre per intero in bolletta tali numerazioni, e l’utilizzo per lo stesso servizio di più numerazioni e di più centri servizi.

Come contropartita gli utenti dovrebbero godere tra 12 mesi del blocco selettivo di chiamata da rete fissa, ma tale servizio già esiste e costa ben € 2,5 al mese. Inoltre non è stato previsto, in modo esplicito né il blocco degli indirizzi IP (IP Address) né il blocco selettivo di chiamata su rete mobile. Risibile poi è l’ipotesi che l’utilizzo di terminali dotati o meno di particolari procedure di sicurezza, liberi l’operatore da qualsiasi impegno nella fornitura del servizio di blocco selettivo di chiamata e privi il consumatore da ogni tutela.

Pertanto Federconsumatori non volendo "essere complice" dell’attuazione di un Regolamento che non tutela i consumatori dagli operatori "truffaldini" dichiara al Ministero delle Comunicazioni la propria indisponibilità a partecipare al comitato tecnico per l’emanazione di codici di autoregolamentazioni . Stante l’attuale situazione, aggravata anche dal fatto che gli Operatori, in contrasto con la normativa vigente, stanno sempre più utilizzando anche numerazioni in decade 4 (numeri di telefono che cominciano con 488- 482- 414 etc.) per servizi a pagamento, l’associazione invita i consumatori a segnalare ai propri sportelli ogni abuso ed a chiedere al proprio gestore telefonico la disabilitazione gratuita e permanente per tutti i servizi a sovrapprezzo.

Anche l’Anuit (Associazione Nazionale Utenti Italiani di Telecomunicazioni) ha deciso di non far parte del Comitato e ha sollecitato "l’abrogazione del Decreto, considerato non emendabile, meno che mai con codici di autoregolamentazione che dovrebbero porre dei limiti che la legge non ha messo". In particolare, l’Anuit non chiede la chiusura di tali servizi; chi vuole accedere deve poterlo fare, ma pagando con carta di credito o altro mezzo esplicitamente autorizzato e non gravando sulla bolletta (pagata, magari, da un terzo).

L’associazione ricorda inoltre che il Decreto pone alcuni limiti di spesa per tali servizi (15,00 Euro a comunicazione, IVA inclusa), con un aumento del 21% rispetto al limite finora vigente. Non c’e’ invece alcun limite di spesa mensile. Solo tra 12 mesi, sarà possibile attivare, rispondendo ad una richiesta dell’Operatore, un tetto massimo di spesa mensile di 50 o 100 Euro. Fatto molto grave è che, se non si comunicherà nulla, continueranno a non esserci limiti di spesa.

Il Decreto – aggiunge l’Anuit – definisce i servizi in modo tale che diventa possibile far pagare, sulla bolletta del collegamento veloce a Internet (attraverso Alice, Tiscali, Wind, Tele2, ecc), la navigazione in alcuni siti (oroscopi, numeri del lotto, servizi porno e altri) con costi presumibilmente analoghi a quelli praticati quando si accede via telefono. Con la nuova definizione dei canali di accesso ai servizi a sovrapprezzo, infatti, chi ha la larga banda ed era fino ad oggi protetto da accessi a siti costosi in quanto per il collegamento non utilizza un numero telefonico, viene risucchiato nel novero dei potenziali clienti: basterà capitare su un sito che dichiara di fornire servizi a sovrapprezzo (e dare una qualche forma di assenso) per trovarsi sulla bolletta della connessione Internet anche la voce "servizi a sovrapprezzo", come avviene per la bolletta telefonica. Gli effetti si faranno sentire sulla bolletta dei privati che sono stati finora sollecitati e incentivati ad attivare collegamenti veloci ad Internet e sulle Aziende che hanno collegato a Internet la rete aziendale, attraverso la quale i dipendenti lavorano.

 

 

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