TLC. Servizi non richiesti, Consiglio Utenti chiede indagine su possibili abusi

Il Consiglio nazionale degli utenti invita l’Authority delle tlc ad occuparsi della questione degli addebiti sulla bolletta telefonica di servizi non richiesti e l’Agcom ricorda che, sulla questione, già da tempo sta svolgendo "un’intensa attività di vigilanza". Ieri, infatti, il Consiglio Nazionale degli Utenti dell’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni ha votato una delibera con la quale investe l’Agcom del problema delle pratiche commerciali scorrette nel settore della telefonia.

Il Consiglio ritiene si stia assistendo al "disagio di migliaia di utenti che, di volta in volta, si vedono addebitare sulla bolletta telefonica servizi o apparecchiature non richiesti, si ritrovano con un gestore diverso da quello prescelto o intestatari di carte telefoniche mai richieste". Secondo l’organismo di rappresentanza dei consumatori "il marketing dei vari operatori telefonici è spesso aggressivo e invadente nei confronti della famiglia, soprattutto dei minori e dei meno attenti a verificare le bollette, con spregio di ogni protezione che una società civile è chiamata ad assicurare in particolar modo alle persone indifese".

Per il Consiglio, in ogni caso, l’ intervento "urgente" dell’ Autorità dovrà essere mirato ad "accertare i comportamenti scorretti messi in atto dai vari gestori, nonché la dimensione del fenomeno, eventualmente anche attraverso il coinvolgimento della polizia postale" ed "assumere sanzioni adeguate nei confronti dei gestori che attuano, tali pratiche commerciali scorrette" nonché " informare l’utenza, anche tramite i media, che gli addebiti in bolletta sono giustificati soltanto in presenza di un’esplicita ed espressa adesione ad un contratto da parte del titolare dell’abbonamento e che il silenzio, rispetto ad un’offerta del gestore, non può assolutamente essere considerato quale assenso, così come previsto dal Codice del Consumo", Infine, per il Cnu è necessario "stabilire regole più precise per i passaggi da un operatore all’altro, per evitare migrazioni non richieste, nonché violazioni della tutela dei dati personali".

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