TLC. Servizi non richiesti, Telecom paga 6,5 Mln di euro. Il commento di UNC e Cittadinanzattiva

In seguito ad una contestazione dell’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni, la Telecom ha provveduto ad un pagamento volontario di 6,5 milioni di euro per una serie di servizi non richiesti. Lo ha reso noto la stessa Agcom, precisando che la compagnia telefonica si è inoltre impegnata ad applicare nuovi strumenti di prevenzione e controllo sulle bollette. Nell’apprendere la notizia, l’Unione Nazionale Consumatori (UNC) ha espresso la necessità di porre definitivamente un freno al grave fenomeno, con l’introduzione di un apposito regolamento.

UNC ha dichiarato di apprezzare l’attività svolta dalla Commissione per le infrastrutture e le reti e dalla Direzione tutela dei consumatori del Garante per le Comunicazioni. Ma il problema dei "servizi non richiesti – afferma l’associazione – deve essere risolto una volta per tutte con un regolamento che ne escluda l’attivazione senza esplicita richiesta dell’utente". In tal senso si sta muovendo la stessa Authority. "La Commissione infrastrutture e reti dell’Autorità – dichiara l’Agcom – ha dato mandato agli uffici di completare, in tempi brevi, il nuovo regolamento sull’uso delle numerazioni in modo da prevedere che l’attivazione dei servizi a sovrapprezzo maggiormente onerosi avvenga solo su esplicita richiesta degli utenti, così come è stato richiesto dalle Associazioni dei Consumatori. L’Autorità rileva infine come dagli ultimi dati Istat, in un contesto di rialzo degli indici dei prezzi al consumo, il settore delle comunicazioni è l’unico a mostrare, sia su base annuale (-8,5%) che mensile (-0,7%), una significativa riduzione".

"La multa di 6,5 milioni di euro che– sostiene l’Unione Nazionale Consumatori – Telecom Italia ha volontariamente pagato a seguito di una contestazione dell’Authority per le Comunicazioni sui servizi non richiesti, sembra testimoniare la volontà dell’azienda di voltare finalmente pagina nei rapporti con i consumatori e le associazioni che li rappresentano. UNC, infine, attende di sapere se l’ex monopolista considera davvero strategici i rapporti con le associazioni dei consumatori, auspicando a tale proposito la creazione di un’unica struttura relazionale nell’ambito dei rapporti istituzionali in grado di risolvere in modo efficace e trasparente i problemi degli utenti".

Destinare ai cittadini le somme derivate dalle sanzioni dell’Agcom, come già avviene per le multe Antitrust. È quanto invece chiede Cittadinanzattiva. "Queste risorse potrebbero anche andare a costituire un fondo per la class action, di cui proprio nel settore delle telecomunicazioni si avverte un gran bisogno", afferma Giustino Trincia, vice segretario generale di Cittadinanzattiva. "Crediamo, inoltre, che sia da rivedere il meccanismo dell’oblazione, rimasto in vigore solo per l’Agcom, e che ha consentito a Telecom di pagare in maniera volontaria ed anticipata una somma inferiore, rispetto a quella che le sarebbe stata comminata dall’autorità a fine procedimento. In casi come questi, che coinvolgono migliaia di cittadini, – conclude Trincia – sarebbe più giusto andare fino in fondo per far sì che le sanzioni dell’autorità siano davvero un deterrente per i comportamenti scorretti delle aziende".

 

 

 

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