TLC. Sim-lock, Tar Lazio respinge richiesta di sospensiva della delibera Agcom

Il Tar del Lazio ha rigettato la richiesta di sospensiva della delibera dell’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni sul sim lock, il meccanismo che impedisce al telefono di un operatore di funzionare con sim card di altri operatori. A proporre ricorso per chiedere prima la sospensione e quindi l’annullamento in sede di merito del provvedimento, era stata, lo scorso 14 giugno, Federconsumatori (federazione nazionale consumatori e utenti).

Il 21 febbraio, con la delibera in questione, l’Agcom stabilì che «il lucchetto digitale» per i telefonini potrà essere valido per un periodo massimo di 18 mesi, al termine dei quali i cellulari protetti da sim lock dovranno essere liberati. L’Autorità aveva inoltre disposto che i terminali mobili vincolati al gestore possano essere sbloccati dopo nove mesi se l’utente paga «un importo superiore al 50% del valore del contributo economico fornito dall’operatore all’atto dell’acquisto». Al fine di garantire la trasparenza, il provvedimento obbligava gli operatori telefonici a fornire informazioni precise sulle condizioni contrattuali, sul prezzo del terminale senza blocco, sul periodo di durata del sim lock e sugli eventuali costi e modalità di rimozione.

La terza sezione ter del tribunale nel rigettare l’istanza di sospensione, spiega che «il ricorso non appare assistito dal requisito del pregiudizio grave e irreparabile, traducendosi la lesione dedotta in una pretesa di modifica contrattuale, che potrebbe avvenire solo all’esito di una nuova disciplina regolamentare, conseguente all’ipotetico accoglimento nel merito del ricorso». Si attende ora la fissazione dell’udienza per la discussione nel merito del ricorso.

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