TLC. Spostamento cavi Telecom, CTCU e CRTCU denunciano azienda all’Antitrust

Spese di diverse migliaia di euro per spostare cavi o impianti Telecom dalla proprietà per lavori di ristrutturazione o manutenzione, quando lo spostamento dovrebbe essere garantito dall’azienda e gratuito: è quanto denunciano il Centro Tutela Consumatori Utenti (CTCU) di Bolzano e il Centro di Ricerca e Tutela dei Consumatori e degli Utenti (CRTCU) di Trento, cui "sono giunte diverse segnalazioni da parte di persone sulla cui proprietà sono situati cavi o impianti della Telecom e che ora hanno l’esigenza di eseguire dei lavori di ristrutturazione o manutenzione – affermano le due associazioni in una nota – La storia è sempre la stessa: all’epoca in cui i cavi erano stati posti, Telecom (o la ex SIP) garantiva che per qualsiasi esigenza sarebbe bastata una telefonata per ottenerne gratuitamente lo spostamento, anche in considerazione del fatto che per anni (e qualche volta decenni) di occupazione il proprietario non ha diritto ad alcun corrispettivo". Le due associazioni hanno deciso di denunciare Telecom all’Antitrust per prassi commerciale sleale.

Cosa accade? Il proprietario del terreno si rivolge alla Telecom attraverso il 187; gli viene comunicato che deve rivolgersi a un altro ufficio, il Focal Point di Trieste; riuscire a prendere la linea è impossibile per cui si passa a posta o fax; la risposta si fa aspettare e, se arriva, comprende una comunicazione in cui, rilevano le associazioni, si afferma che "le vigenti norme di legge di cui agli artt. 91 e 92 del D.Lgs. 259/2003 regolano i criteri di addebito, da parte della Scrivente ed a Suo carico delle spese di intervento che si renderanno necessarie", e si invita il cittadino a esprimere un’accettazione delle spese necessarie all’intervento. Spese che in un secondo momento si rivelano spesso di svariate migliaia di euro, denunciano CTCU e CRTCU. "Peccato che, negli articoli di legge da Telecom con tanta sicumera citati, sia facile verificare come di questi supposti "criteri di addebito" non vi sia nemmeno l’ombra. Di fatto al consumatore viene in questo modo "scippato" un consenso sulla base di informazioni distorte. Il CTCU ed il CRTCU, ritenendo un tale comportamento fuorviante, ingannevole e poco corretto hanno ora presentato una denuncia all’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato".

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