TLC. Switch off a Cagliari, a rischio servizio universale

Dal primo marzo a Cagliari e provincia, la chiusura dei primi canali analogici, in assenza della trasmissione di canali RAI totalmente in chiaro dal satellite secondo Adiconsum rischierà la sospensione di una parte del servizio pubblico. Le frequenze liberate dalla chiusura dei canali analogici, dovranno essere restituite al Ministero delle comunicazioni, come previsto nell’Art. 3, ma poi dovranno essere assegnate ai quei broacaster che si impegneranno dello sviluppo della TV ad alta definizione in chiaro.

Adiconsum denuncia ancora una volta la scarsa sensibilità delle Istituzioni nei confronti dei diritti dei consumatori, nell’attuazione della transizione dalla televisione analogica a quella digitale.L’associazione lo scorso 16 novembre aveva manifestato al Ministro delle Comunicazioni Paolo Gentiloni, le proprie perplessità in merito al mancato rispetto della neutralità tecnologica e alle caratteristiche dei televisori in commercio, con una lettera, ad oggi ancora senza risposta.

Con l’avvicinarsi del 1 marzo 2007, data prevista per lo spegnimento di due reti analogiche a Cagliari, Adiconsum ha manifestato le sue preoccupazioni al dr. Piero De Chiara, presidente del DGTV e co-presidente del Gruppo tecnico Del Comitato Nazionale Italia Digitale (CNID), costatando che "l’area coordinamento piattaforme del CNID, ancora non ha preso nessuna decisione in merito alla trasmissione da satellite, in chiaro, dei canali che verranno spenti in analogico (RAI2 e RETE4)".

"Prendiamo atto della risposta del dr. De Chiara, si legge dalla nota dell’associazione , che ha definito le questioni proposte "rilevanti" e si è impegnato a sollecitare il coordinatore dell’Area "Coordinamento piattaforme", Tullio Camiglieri (Sky), a risolvere i temi posti ma, a oggi, nulla è cambiato e, allo stato dell’arte, dal 1 marzo 2007 i cagliaritani, possessori di decoder satellitare non potranno vedere, totalmente in chiaro, né RAI2 né RETE4, cosa che presuppone il reato di sospensione di servizio pubblico e limitazione dell’accesso all’informazione. L’associazione ribadisce che è necessario dare ai consumatori di Cagliari e provincia garanzie certe prima dello switch off".

Inoltre sottolinea Adiconsum "uno dei punti critici del decreto Gentiloni è la totale assenza, nella fase di transizione, di disposizioni e regole che consentano di avere, nel 2012, una tv anche ad Alta definizione. Questo mentre gia oggi sono in vendita, nei media store, solo apparecchi "Hd ready" e già si affacciano sul mercato i "Full HD", che dal 2008 saranno l’unica offerta disponibile. Questo vuol dire che ogni anno non meno di 3 (se non 4) milioni di televisori entreranno nelle case dei consumatori che avranno, come unica offerta broadcast disponibile, quella di Sky".

L’associazione ha per questo chiesto, in fase di audizione alla VII commissione della Camera dei deputati, che il disegno venga implementato in questa direzione. "Ignorare questo aspetto della transizione – conclude la nota – consegnerà al Paese, nel 2012, una TV digitale in formato 4:3 e a definizione standard, obsoleta, superata e tecnologicamente inutile, perché nei fatti non compatibili con gli schermi che nel 2012 saranno una realtà consolidata".

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