TLC. Tariffe di terminazione mobile, la posizione di Wind

E’ attesa in tempi brevi la decisione dell’Agcom sulla riduzione delle tariffe di terminazione mobile. Le tariffe di terminazione sono il pedaggio che un operatore di telefonia paga per far transitare la chiamata telefonica di un proprio utente sulla rete di un altro operatore telefonico al fine di completare la telefonata. Si tratta di un meccanismo tariffario diventato necessario a seguito della moltiplicazione di operatori e reti: in un regime di monopolio, infatti, non aveva ragione d’essere in quanto tutti gli utenti erano abbonati ad un medesimo operatore e pertanto i costi di transito si esaurivano nell’ambito della stessa rete. Nel 2009, con una Raccomandazione, la Comunità Europea ha chiesto all’Autorità Garante per le Comunicazioni una loro riduzione entro il 2012: nel 2011 il Consiglio dell’Agcom ha approvato la proposta di delibera nella quale ha individuato il nuovo percorso di riduzione tariffaria (glide path) che entrerà in vigore dal 1° gennaio 2012 e riguarderà il periodo 2012-2015. Per i tre principali operatori (Tim, Vodafone e Wind) le tariffe proposte sono:

  • 4,1 centesimi (di euro al minuto) per il 2012,
  • 2,6 centesimi per il 2013,
  • 1,6 centesimi per il 2014
  • 0,98 centesimi per il 2015.

Per H3G, ultimo operatore entrato sul mercato, in ragione della tuttora permanente asimmetria nella dotazione di frequenze, l’Autorità ha considerato che per il prossimo biennio sia ancora giustificata una moderata asimmetria tariffaria, rispetto ai concorrenti. Dal 2014, è previsto invece il raggiungimento della piena simmetria tariffaria tra tutti e quattro gli operatori. La proposta di decisione dell’Agcom è stata al centro di un acceso dibattito che vede, in pratica, due schieramenti contrapposti: da un lato gli operatori di telefonia fissa che insieme ad Altroconsumo, ritengono che il costo di terminazione si ribalta inevitabilmente sul prezzo al consumo. Il Codacons, invece, ha di recente chiesto all’Agcom di convocare le associazioni dei consumatori perchè "se l’esperienza insegna qualcosa, una ulteriore e repentina riduzione delle tariffe, contrariamente alle leggi della concorrenza, potrebbe avvantaggiare alcuni operatori tlc a danno di altri, senza nessun vantaggio per gli utenti".

Di tutt’altro avviso gli operatori di telefonia mobile secondo i quali a determinare la tariffa applicata ai clienti concorrono molti fattori e la tariffa di terminazione è solo uno di questi. Da ultimo nel dibattito si è inserito Romano Righetti, vicedirettore generale Wind Telecomunicazioni Spa, che in un articolo apparso su MF sostiene che "non ha senso una guerra di religione sulle tariffe di terminazione mobile". Perché? Innanzitutto Righetti scrive che "il sensibile calo delle tariffe di terminazioni mobile avvenuto lo scorso luglio non ha prodotto ritocchi dei prezzi delle chiamate fisso/mobile" ma, in termini economici, la decisione dell’Agcom se presa "può privare la telefonia mobile di flussi di cassa notevoli, in coincidenza con interventi che assorbono e assorbiranno cassa in modo impegnativo nello stesso periodo".

di Valentina Corvino

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