TLC. Tariffe terminazione mobile, Altroconsumo chiede all’Agcom di ridurle prima del 2012

Le tariffe che l’operatore di chi chiama paga all’operatore mobile di chi riceve la telefonata (tariffe di terminazione) si ripercuotono sulle tariffe pagate dai consumatori e devono calare. Lo scrive Altroconsumo in una nota in cui informa di aver chiesto alla Commissione europea di intervenire sul Garante delle comunicazioni affinché riveda la sua proposta.

Secondo Altroconsumo l’Agcom deve adottare un percorso di riduzione di tali tariffe molto più rigoroso e in linea con le migliori pratiche europee, senza attendere il gennaio 2012 per introdurre i primi tagli. Anche se si tratta di un costo pagato da operatore a operatore tali tariffe hanno, infatti, un rilevante impatto anche per i consumatori, perché vengono normalmente ribaltate dagli operatori sulle tariffe al consumo. "Non deve pertanto sorprendere che le tariffe di terminazione siano la principale causa dell’elevato costo delle telefonate da fisso a mobile" scrive Altroconsumo, secondo cui basta fare il confronto con quelle tra telefoni fissi oppure Voip, che ammontano a pochi centesimi o addirittura a zero, mentre il prezzo delle chiamate verso i telefoni cellulari resta molto superiore.

"Se da una parte apprezziamo la decisione dell’Agcom di rivedere il precedente piano di riduzioni, dall’altra non possiamo che esprimere forti preoccupazioni circa il fatto che i prezzi previsti dall’Autorità risultano nettamente superiori a quelli migliori praticati in Europa e non riflettono incrementi di efficienza come dovrebbe essere in rispetto della Raccomandazione europea. Un altro motivo di preoccupazione – conclude Altroconsumo – è il fatto che si vuole far slittare il piano di riduzione a gennaio 2012, quindi senza alcun effetto sul 2011. Di conseguenza, una effettiva efficienza sarà raggiungibile solo nel 2015. Se la Commissione europea non farà cambiare idea all’Agcom i consumatori italiani subiranno un aumento dei prezzi".

 

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