TLC. Tariffe terminazione mobile, domani la decisione dell’Agcom

L’Agcom sembra intenzionata ad affrontare domani, nel corso del Consiglio, la decisione sulle tariffe di terminazione mobile nonostante non si siano concluse le audizioni previste presso la IX Commissione trasporti della Camera: ad essere state ascoltate, infatti, sono state le sole ragioni degli operatori di telefonia mobile mentre sono saltati gli incontri con gli operatori fissi e la stessa Autorità. Ma la circostanza sembra non interferire sulla tabella di marcia che si è imposta l’Agcom: domani, infatti, è prevista la decisione che- come scrive oggi il Corriere delle Comunicazioni – sarà certamente all’insegna dei tagli: resta solo da verificare se le tariffe saranno modificate rispetto alla proposta originale o se l’Authority propenderà per una roadmap più "soft" per agevolare – così come richiesto da alcune telco mobili nonché da un gruppo di parlamentari bipartisan – la realizzazione delle reti mobili 4G tenendo in considerazione la spesa affrontata per l’aggiudicazione delle frequenze Lte.

Intanto Altroconsumo ha inviato una missiva ai membri del Consiglio dell’Autorità nella quale riporta il successo che ha ottenuto finora la petizione, Abbassa la tariffa, che la stessa associazione ha promosso. Si legge: "Altroconsumo sostiene da tempo la necessità di un taglio netto e rapido delle tariffe di terminazione mobile, in linea con quanto prescrive la Raccomandazione europea del maggio 2009 che ha chiesto ai Paesi membri di ridurre tali tariffe ad un livello di costo efficiente, identificato con 1 centesimo di Euro al minuto, entro il 2012 e come ribadito successivamente in una lettera del 23 luglio 2011, con la quale la Commissione europea ha giudicato timide le proposte presentate dall’AGCOM, in quanto non in linea con la suddetta Raccomandazione. Gli attuali valori della terminazione mobile in Italia sono del 50% superiori a quelli della media europea e con il percorso di riduzione proposto da Agcom il divario salirebbe ad oltre il 90%, cosa per noi francamente inaccettabile".

Secondo l’Associazione la strada da percorrere passa attraverso 3 considerazioni: "se non si cominciano ad abbattere le tariffe di terminazione mobile non ci sarà mai alcun beneficio da trasferire al consumatore e, quindi, la battaglia sulla quale ci siamo impegnati risulta un passaggio necessario; l’asimmetria introdotta numerosi anni fa per mezzo delle tariffe di terminazione mobile a discapito degli operatori di telefonia fissa, con il ben noto obiettivo di aprire la concorrenza sul mobile e mettere a disposizione risorse per costruire le relative reti ha origine essenzialmente regolamentare, ed ora sempre a livello regolamentare si provvede giustamente all’eliminazione di questo beneficio che è diventato improprio ed obsoleto; quale conseguenza ritenere che gli operatori di telefonia fissa, una volta ridotte le terminazioni mobili, non trasferiranno i benefici ai loro clienti denota una visione molto pessimistica rispetto al livello di efficienza e competizione del mercato delle telecomunicazioni. Una volta riportate le tariffe di terminazione ai costi effettivi, come ci chiede l’Europa, la palla ritorna al mercato e se tutti gli operatori del fisso decidessero a quel punto di non ridurre le tariffe del fisso-mobile saremmo di fronte ad un’ipotesi di pratiche concordate lesive della concorrenza e degli interessi dei consumatori di cui dovrebbe seriamente occuparsi l’Autorità Antitrust. Altroconsumo è sempre abbastanza contraria ad interventi dirigistici e quindi vogliamo sperare che l’auspicata riduzione delle tariffe di terminazione si traduca in un beneficio per i consumatori senza alcuna necessità di imposizioni calate dall’alto ma se questo non avverrà naturalmente e grazie al libero gioco della concorrenza oltra all’intervento dell’Antitrust dovremmo chiederne anche uno dell’AGCOM volto ad imporre la traslazione dei benefici sui prezzi al dettaglio del fisso-mobile".

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