TLC. Tecnologia, in Italia pesa il digital divide

Nelle famiglie italiane aumentano le antenne paraboliche, le linee adsl e i lettori dvd. Ma il computer, che pure comincia a essere più diffuso, raggiunge solo la metà delle famiglie, fra le quali esiste un divario tecnologico legato a fattori generazionali, culturali ed economici: le famiglie più tecnologiche sono quelle con almeno un minorenne, quelle escluse sono formate da sole persone over 65. Aumenta il divario tecnologico fra Nord e Sud del Paese. E nelle classifiche europee l’Italia continua ad arrancare nell’accesso ad internet da casa e mediante banda larga: si piazza infatti quart’ultima e praticamente "doppiata" da Olanda, Svezia, Danimarca.

Il quadro emerge dal Rapporto "Cittadini e nuove tecnologie" pubblicato oggi dall’Istat e relativo al 2008, fatto su un’indagine condotta su oltre 19 mila famiglie lo scorso febbraio. I numeri: i beni tecnologici più diffusi sono il televisore, presente nel 95,4% delle famiglie e il cellulare (88,5%). Seguono il lettore dvd (59,7%), il videoregistratore (58,1%), il personal computer (50,1%) e l’accesso ad Internet (42%). Tra i beni tecnologici presenti nelle famiglie hanno un certo rilievo anche l’antenna parabolica (30,7%), la videocamera (26,8%), il decoder digitale terrestre (23,8%) e la consolle per videogiochi (18,1%). Rispetto al 2007 aumenta la quota di famiglie che dispone di decoder digitale terrestre (dal 19,3% al 23,8%), di antenna parabolica (dal 28,6% al 30,7%) e del personal computer (dal 47,8% al 50,1%). L’accesso ad Internet passa dal 38,8% al 42% e migliora anche la qualità della connessione usata per accedervi da casa: aumenta la quota di famiglie con connessione a banda larga (linea telefonica ADSL o altro tipo di connessione a banda larga), che passa dal 22,6% al 27,6%.

Le famiglie più tecnologiche sono quelle con un minorenne, che possiedono personal computer e accesso a Internet nel 74.3% e nel 60,9% dei casi. Sono queste le famiglie che hanno il più alto tasso di possesso di connessione a banda larga (41%), mentre per loro il telefono cellulare ha raggiunto i livelli di diffusione della televisione (99,6%). Molto diffusi anche il lettore dvd (84,5%), il videoregistratore (74,7%), la videocamera (47,5%) e la consolle per videogiochi (42,7%). Sull’altro versante, le famiglie più escluse dalla tecnologia sono quelle formate da sole persone di 65 anni e oltre: appena il 7,1% di esse possiede il personal computer, soltanto il 5,5% ha l’accesso ad Internet ed è quasi del tutto inesistente la diffusione di connessioni a banda larga (3,5%). Il divario fra le due tipologie si è ridotto solo rispetto al cellulare, che fra le famiglie di soli anziani arriva al 58,1%, mentre aumenta il divario nel possesso di beni quali decoder digitale, antenna parabolica, accesso a Internet, connessione a banda larga, videocamera e lettore dvd.

C’è poi il divario tecnologico fra Nord e Sud, in aumento. Sono le famiglie del Centro e del Nord a possedere le quote più elevate di beni tecnologici. Il personal computer, ad esempio, è diffuso in uguale misura al Centro e nel Nord (oltre il 52%) e meno nel Sud (44,9%). Inoltre, nel Centro-nord si riscontra la quota più alta di famiglie con accesso ad Internet (circa il 45%) e alla connessione a banda larga (circa il 30%), mentre nel Sud e nelle Isole le quote scendono rispettivamente al 35% e al 21% circa. Aumenta la distanza nel possesso del personal computer, dell’accesso a Internet, della connessione a banda larga.

Il 49,9% delle famiglie italiane non possiede un personal computer e il 58% non accede a Internet da casa. Fra le ragioni del mancato accesso a Internet, aumenta rispetto agli anni passati l’indicazione da parte degli intervistati della mancanza di capacità, segnalata nel 40,6% dei casi. Per l’Istat, dunque, il fenomeno del mancato accesso a Internet da casa dipende solo in misura ridotta da un problema di costo: "Si tratta in primo luogo di un problema culturale in quanto molte famiglie, pur riconoscendone l’utilità, non sono in grado di utilizzarlo".

L’Italia è ancora indietro rispetto all’Europa. Considerando la percentuale di famiglie con almeno un componente tra i 16 e i 64 anni che possiedono un accesso ad Internet da casa, rileva l’Istat, l’Italia è indietro rispetto a molti dei paesi della Comunità europea, risultando quartultima in graduatoria (con un tasso di penetrazione del 42% rispetto alla media europea del 60%). Un altro indicatore del digital divide è dato dalle famiglie con almeno un componente tra i 16 e i 64 anni che possiedono un accesso ad Internet da casa mediante banda larga: anche in questo caso l’Italia si colloca solo al ventesimo posto con un tasso di penetrazione del 31% rispetto alla media europea del 48%.

Nell’uso delle nuove tecnologie pesano inoltre differenze generazionali. Il picco dell’uso del personal computer si ha infatti fra i 15 e i 19 anni (oltre l’80%) e per Internet fra i 15 e 24 anni (oltre il 71%) mentre l’uso diventa più contenuto al salire dell’età. Ci sono anche differenze di genere: dichiarano, infatti, di utilizzare il personal computer il 50,4% degli uomini a fronte del 39,7% delle donne. Navigano in Internet il 45,8% degli uomini e il 35% delle donne. Ma fino a 34 anni le differenze di genere sono molto contenute e tra i 18-19 anni c’è invece il sorpasso femminile, mentre la differenza di genere si accentua a partire dai 35 anni a favore degli uomini e raggiunge il massimo tra le persone di 45-64 anni.

Comments are closed.