TLC. Telecom, Prodi alla Camera: “Lo stato sia garante, non proprietario della rete”

Al termine del processo di riassetto industriale di Telecom "non avremo uno stato proprietario della rete ma piuttosto uno stato che garantisce l’accesso a condizioni eque e non discriminatorie". Così, il Presidente del Consiglio Romano Prodi ha concluso l’informativa urgente sulle politiche nel settore delle telecomunicazioni, con particolare riferimento alla vicenda Telecom. Per quanto riguarda lo scorporo della rete del gruppo sarà l’Authority per le tlc "a definire con Telecom i contorni dell’operazione e a fissare le regole".

Durante la seduta – sospesa dal Presidente della Camera Fausto Bertinotti a causa delle proteste dei deputati dell’opposizione contro Prodi mentre riferiva della sua storia professionale all’Iri – il premier ha ribadito che negli incontri del Governo con i vertici di Telecom non è mai stato fatto accenno al piano dello scorporo della rete.

In un passaggio del suo intervento, Prodi ha anche detto: "Certo è da lungo tempo noto che il debito elevato delle società sottoposte a regolamentazione è spesso uno strumento per spingere il regolatore a concedere all’azienda tariffe più elevate. Le privatizzazioni debbono essere sostenute da capitali appropriati, in modo da evitare che il peso del debito possa in parte ricadere sugli utenti finali".

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