TLC. Telefonia fissa, aumento di 2 euro. Adoc: “Antitrust intervenga per violazione concorrenza”

Brutta sorpresa per i consumatori italiani. Con il nuovo anno è aumentato di 2 euro il canone di telefonia fissa, sia per vecchi che per nuovi abbonati, come conseguenza dell’aumento delle tariffe "unbundling", il canone all’ingrosso che gli operatori alternativi a Telecom pagano all’operatore proprietario della rete.

Per Adoc, che aveva già contestato il canone di affitto alla rete Telecom insieme alle altre Associazioni dei consumatori, è un aumento gravissimo. "Riteniamo gravissimo e ingiustificato questo aumento, che inciderà del 10% sui costi annui, a danno dei consumatori – dichiara Carlo Pileri, Presidente dell’Adoc – eravamo fortemente contrari alla decisione dell’Agcom di aumentare il canone di affitto della rete Telecom agli operatori alternativi, che ha un costo superiore del 3,8% rispetto alla media europea. Agendo in questo modo il sistema concorrenziale è destinato a crollare, il mercato smette di essere libero e a farne le spese sarà sempre il consumatore finale, che non ha alternative possibili e continuerà a subire aumenti sulle bollette senza alcun ritorno in servizi".

"La rete – continua Pileri – non può essere gestita da uno degli operatori, per questo abbiamo scritto all’Antitrust chiedendo di verificare se non vi sia una violazione della concorrenza, dato che si ipotizza un vantaggio per il gestore che possiede le reti e un danno considerevole ai consumatori. Come Adoc, inoltre, sono dieci anni che chiediamo, anche all’Agcom, l’affidamento della rete ad un soggetto pubblico che non sia anche gestore telefonico. Solo così sarà possibile eliminare il conflitto d’interessi nella gestione della rete fissa".

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