TLC. Telemarketing, Adoc: 60% iscritti al registro continua a ricevere chiamate

Telemarketing: il registro delle opposizioni non funziona. Il Garante Privacy ha puntato il dito contro un sistema pieno di limiti e difetti, tanto che sono centinaia le proteste arrivate all’Autorità da chi lamenta la violazione del registro e le telefonate indesiderate. Secondo una stima dell’Adoc, il 60% degli iscritti al registro delle opposizioni continua a ricevere chiamate.

"La normativa sul telemarketing è una legge burletta, nonostante l’iscrizione al registro delle opposizioni il 60% dei consumatori, secondo un nostro sondaggio, continua a essere disturbato impunemente – ha detto il presidente Carlo Pileri – Abbiamo ricevuto centinaia di proteste da parte degli utenti che lamentano una evidente violazione dei loro diritti. Una situazione molto grave, ma purtroppo prevedibile. La norma è farraginosa, grava sul consumatore l’onere di registrarsi e di segnalare le violazioni al Garante della Privacy, che può solo applicare una multa alla società colpevole, senza prevedere un risarcimento al consumatore che è stato ingiustamente e illegalmente disturbato".

Per l’associazione, dopo un certo numero di segnalazioni e denunce andrebbe prevista la chiusura della società che continua a telefonare. Viene poi segnalato un problema di organizzazione, "dato che – ha detto Pileri – l’iscrizione al registro non è applicabile ai numeri inseriti negli elenchi privati, ad esempio i numeri ceduti a terzi al momento della firma di un contratto. La situazione per l’utente è complicata, perché la società chiamante può solo dichiarare se il numero era sull’elenco pubblico o meno, e il consumatore non può sapere da quale elenco è stato preso il numero. Per questo chiediamo che venga rivista la norma sulla privacy, prevedendo la possibilità di firmare contratti senza essere obbligati a fornire il proprio numero."

Il tema del telemarketing suscita l’attenzione di Adiconsum. Commenta il segretario generale vicario Pietro Giordano: "I limiti del telemarketing e la necessità di sanzioni, i rischi di internet, già affrontati anche dall’Antitrust, e di quelli legati all’utilizzo dei cellulari di ultima generazione, il ruolo dei social network, sono tutti "alert" che Adiconsum ha posto nel tempo all’attenzione delle Autorità per la tutela dei consumatori e degli utenti". L’associazione chiede la partecipazione delle rappresentanze dei consumatori alla preparazione delle nuove regole future nel campo della privacy.

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