TLC. Telemarketing aggressivo, Consumatori scrivono alla Ue e a Scajola

"Abbiamo scritto al Ministro Scajola ed alla Commissione Europea per salvaguardare i cittadini dal telemarketing molesto": è quanto annunciano oggi Federconsumatori e Adusbef, facendo riferimento al decreto legge 25 settembre 2009, n.135, che ha prorogato al 25 maggio 2010 i termini temporali di vigenza dell’emendamento "Fleres", in materia di utilizzazione dei dati dei consumatori contenuti negli elenchi telefonici. "Come noto, abbiamo da subito manifestato le più ampie riserve nei confronti di questa norma, – affermano Rosario Trefiletti ed Elio Lannutti, presidenti Federconsumatori e Adusbef – che è palesemente in contrasto con la legislazione europea in materia di privacy ed ha, di fatto, azzerato il diritto dei consumatori a non essere contattati telefonicamente a fini commerciali, liberalizzando quelle che definiamo vere e proprie molestie telefoniche".

Si prevede il passaggio dall’attuale sistema di opt in a un regime di opt out, nel quale il cliente deve esprimere il proprio consenso a essere escluso dagli elenchi (opt out) invece del consenso ad apparire negli elenchi (opt in). Tutto questo, rilevano le associazioni, attraverso l’istituzione del Registro pubblico delle opposizioni, le cui modalità di funzionamento dovranno essere stabilite con apposito DPR, da emanarsi entro il 25 maggio 2010.

Affermano le due associazioni: "Premesso che, a nostro avviso, il sistema di opt out limita notevolmente il livello di tutela del diritto alla privacy dei consumatori (in Europa è stato adottato soltanto da due paesi, Regno Unito e Spagna), riteniamo che le nuove disposizioni non dovrebbero applicarsi ai dati raccolti dai titolari presso gli interessati o presso terzi, nel rispetto del Codice Privacy che disciplina compiutamente il regime di opt in, sempreché il consenso al trattamento sia adeguatamente documentato, in conformità alle disposizioni vigenti ed ai provvedimenti emanati dal Garante della Privacy".

Le associazioni chiedono dunque che, anche in regime di opt out, sia garantita un’adeguata tutela dei consumatori prevedendo l’obbligo di preventiva informazione, che dovrebbe appunto essere regolamentata dalla proposta di DPR, prevedendo che a ogni telefonata o chiamata il cittadino sia informato del proprio diritto a iscriversi nel registro pubblico delle opposizioni. Servirebbe inoltre, informano le associazioni, un periodo di transizione per avviare il registro, nel quale sia possibile al Garante privacy, alle associazioni dei consumatori e agli operatori definire i criteri per le campagne informative. Nella fase di predisposizione del DPR sarebbe inoltre necessario un incontro con le associazioni dei consumatori.

Comments are closed.