TLC. Telemarketing aggressivo, via libera alle nuove regole

Nella sua ultima riunione, svoltasi venerdì 9 luglio, il Consiglio dei Ministri ha approvato definitivamente il regolamento sul telemarketing. Le nuove disposizioni prevedono l’istituzione di un "Registro pubblico delle opposizioni" per gli abbonati che non desiderano essere contatti telefonicamente a fini commerciali o promozionali. Tale Registro tutelerà, attraverso una semplice iscrizione telematica, la privacy degli utenti che non desiderano ricevere queste chiamate; dall’altro lato gli operatori del settore potranno contattare esclusivamente gli abbonati consenzienti, ossia non iscritti nel registro che sarà istituito e gestito dal Ministero dello Sviluppo Economico.

L’abbonato potrà disporre senza alcuna limitazione dei propri dati e, nel momento in cui farà richiesta di inserimento nel "Registro pubblico delle opposizioni", l’operatore sarà tenuto ad evadere tale richiesta nel più breve tempo possibile. Il Ministero dello Sviluppo Economico, in collaborazione con il Consiglio Nazionale Consumatori e Utenti-CNCU, promuoverà una specifica campagna di informazione per gli abbonati telefonici per favorire la conoscenza e le facoltà previste dal provvedimento, volto non solo a tutelare i diritti dei consumatori ma anche stimolare una maggiore competitività delle imprese del settore.

L’Aduc ricorda che l’Italia era in una situazione di illegalità, col decreto "Milleproroghe" (n.207 del 2008) che, violando la direttiva europea 2002/58/CE, aveva consentito ai gestori di telefonare a tutte le ore. Ma il provvedimento, secondo l’Aduc, è draconiano. Prima di tutto perché entrerà in vigore dopo l’estate e fino ad allora le telefonate di promozione continueranno e poi perché non è specificato in quanto tempo l’operatore sarà tenuto ad evadere la richiesta d’iscrizione al Registro, da parte dell’abbonato.

L’Associazione teme che per non ricevere telefonate indesiderate non basterà iscriversi a questo Registro, ma bisognerà insistere presso gli operatori con diffide varie. Per dare certezza al diritto degli utenti alla privacy il legislatore avrebbe potuto istituire un registro opt-in, con l’iscrizione degli utenti che vogliono ricevere queste telefonate pubblicitarie e avrebbe dovuto prevedere multe salate per quei gestori che non evadono le richieste degli abbonati.

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