TLC. Televoto, Agcom pensa ad un regolamento chiaro e trasparente

Il mistero del televoto. Da tempo le Associazioni dei consumatori denunciano la scarsa chiarezza del meccanismo alla base del televoto e l’esistenza di sistemi automatizzati o ripetitivi di chiamata, come centralini e call center, che falsano i risultati finali. Accogliendo le segnalazioni delle Associazioni dei consumatori, l’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni ha deciso di fare chiarezza, ponendo a consultazione pubblica (per 30 giorni) un pacchetto di misure che introducono regole certe per assicurare trasparenza ed efficacia al servizio di "televoto".

Ad esempio, si pensa ad un regolamento di televoto a beneficio degli utenti del servizio, consultabile on line almeno 15 giorni prima della votazione; all’attivazione di un indirizzo e-mail e di un numero telefonico ai quali rivolgersi per inviare segnalazioni o reclami. Il pacchetto introduce anche l’esclusione dai conteggi dei voti ricevuti tramite call center o comunque da sistemi ripetitivi di invio, e di quelli non verificabili, con identificativo oscurato; la possibilità di fissare limiti quantitativi all’invio di voti, al fine di evitare eccessive moltiplicazioni di preferenze o sovra indebitamento. Durante le trasmissioni verranno, inoltre, ripetute informazioni sul costo del servizio e sul suo complessivo funzionamento e, almeno per i 60 giorni successivi al televoto, verranno pubblicati, anche on line, in dettaglio, i risultati del televoto. Infine, durante le operazioni di televoto, deve essere presente un rappresentante delle Associazioni di consumatori o di un pubblico ufficiale.

L’Adoc plaude alla regolamentazione del sistema del televoto proposta dall’Agcom. "Finalmente, dopo anni di nostri esposti, sia all’Agcom che alla Polizia Postale, e continue denunce si intravede una luce sul grande business del televoto – dichiara Carlo Pileri, Presidente dell’Adoc – un sistema che muove, secondo le nostre stime, tra i 30 e i 60 milioni di euro l’anno. Finalmente si lacera l’omertà di gestori telefonici e produttori televisivi sui reali numeri di un sistema da sempre improntato alla non trasparenza e alla non chiarezza. Apprezziamo, quindi, lo sforzo operato da Agcom nella definizione di regole certe sulla trasparenza e sull’efficacia del servizio".

"Come Adoc vorremmo che fossero inoltre posti limiti di spesa al televoto, che non deve costare più di un sms. Deve essere previsto un limite di un voto per utenza per ogni sessione di voto, al fine di evitare sovra indebitamenti. Devono essere pubblicati i dati reali, sia percentuali che numerici, di ogni sessione di televoto. Inoltre occorre che vengano chiarite e stabilite le competenze istituzionali relativamente ai reclami e alle segnalazioni sul televoto". L’Adoc chiede, inoltre, di pubblicare anche il regolamento della trasmissione, oltre a quello del televoto, poiché "spesso le modifiche in corso di programma rappresentano una falla nel meccanismo, incidendo sull’esito e sull’andamento del televoto stesso". "Nei programmi Rai finanziati in tutto o in parte con il canone, come Sanremo, il televoto deve essere gratuito per i telespettatori. In questo senso – conclude Pileri – vorremmo che il regolamento dell’Agcom entrasse in vigore proprio prima dell’inizio del Festival, per evitare il ripetersi degli episodi dubbi e anomali che hanno accompagnato le ultime edizioni, in cui il regolamento della trasmissione è risultato essere complesso, confusionario e non chiaro per gli utenti."

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