TLC. Televoto, Agcom vara nuove regole. I commenti di UNC e Adoc

Possibilità per gli utenti di conoscere le caratteristiche essenziali del televoto almeno 7 giorni prima dell’inizio della trasmissione, compresi i recapiti per eventuali segnalazioni o reclami; esclusione dei voti provenienti da centralini, call center o comunque da sistemi ripetitivi di invio, che alterano l’effettiva rilevazione delle preferenze espresse; nuovi limiti di 5 e 10 voti dalla stessa utenza, a seconda della durata della sessione di voto, con un massimo di 50 voti settimanali; totale gratuità dei voti invalidi, per i quali l’utente non deve pagare neanche l’invio; ripetizione, nel corso della trasmissione, delle informazioni principali sul servizio sui costi del servizio e sul suo complessivo funzionamento e sulla reperibilità del regolamento di televoto; pubblicazione anche on line, in dettaglio, dei risultati del televoto per almeno 60 giorni di tempo. Sono queste le nuove regole del televoto emanate ieri dal Consiglio dell’Autorità per le garanzie al termine della consultazione pubblica svolta a partire da dicembre.

L’Agcom ha deciso di intervenire, migliorando innanzitutto la trasparenza del servizio e dei suoi costi e, soprattutto, vietando l’invio dei voti dai call center e da sistemi automatizzati, che dunque devono essere appositamente bloccati. Allo stesso tempo l’Autorità ha fissato anche dei tetti massimi al numero dei voti che ogni utente può inviare, così tutelando la possibilità di interagire con i programmi e di scegliere i partecipanti preferiti, ma con un buon controllo della spesa.

A maggiore tutela, inoltre, per gli eventi di particolare rilevanza, l’Autorità ha previsto la presenza alle operazioni di televoto di un rappresentante dei consumatori e utenti designato dal Consiglio nazionale utenti e ha infine predisposto una serie di strumenti di verifica e controllo, che permetteranno, tra l’altro, di rettificare

"L’Agcom ha restituito serietà al televoto", ha dichiarato Massimiliano Dona, Segretario generale dell’Unione Nazionale Consumatori (UNC), che insieme ad altre associazioni ha rivendicato – anche attraverso una petizione – un televoto chiaro e trasparente.

"L’Autorità – ha spiegato Dona – ha accolto quasi tutte le richieste che avevamo presentato nella nostra petizione e tra queste quella di imporre alle emittenti la presenza alle operazioni di televoto di un rappresentante dei consumatori". "La maggior parte delle nuove regole sono immediatamente operative – ha concluso il Segretario generale- ci aspettiamo, dunque, che gli shows attualmente in programmazione si adeguino tempestivamente, a cominciare dal ‘Grande Fratello’, dall’imminente ‘Isola dei Famosi’, fino al ‘Festival di Sanremo’ ".

Non condivide il giudizio positivo l’Adoc. L’Associazione, infatti, si chiede "da che parte sta l’Agcom". "Pare agire più nell’interesse degli autori e produttori che dei consumatori. Le nuove regole sul televoto sembrano essere state emanate per ridare fiato a un sistema in crisi e non più appetibile, che ha visto ridotto del 60% il volume complessivo di business rispetto al boom degli scorsi anni" ha commentato Carlo Pileri, Presidente Adoc, che lamenta anche la decisione di prevedere alle operazioni di televoto un rappresentante dei consumatori designato dal Consiglio Nazionale Utenti. Per l’Adoc, infatti, tale organismo non è rappresentativo delle Associazioni dei consumatori. L’Associazione ha sempre chiesto che fosse piuttosto il CNCU, organo previsto dalla legge 281 del 1998, a designare il rappresentante, in quanto unico portatore degli interessi dei consumatori e utenti.

L’Adoc, infine, sottolinea come l’Agcom, dopo avere ignorato per anni le segnalazioni dei consumatori sull’assenza di trasparenza del televoto, soprattutto negli anni di massimo sviluppo del sistema stesso, solo oggi fissi i punti base di un sistema che, con i casi noti del Grande Fratello e la nuova struttura di Amici (i due programmi che hanno dato il maggior apporto al televoto) è entrato in crisi. L’inadeguatezza dell’Agcom è rilevabile anche in occasione delle polemiche che stanno tuttora interessando il Grande Fratello, dove brilla il silenzio dell’Authority al riguardo. Un silenzio che supera di gran lunga la responsabilità che, al contrario, si sono assunti gli autori del programma.

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