TLC. Televoto a Sanremo, respinto il ricorso del Codacons. Ma resta obbligo controlli post voto

Il televoto del Festival di Sanremo continua ad essere al centro della polemica tra la Rai e le Associazioni dei consumatori. La notizia di oggi è che il Tar del Lazio ha respinto il ricorso presentato dal Codacons e dall’ Associazione Utenti dei servizi Radiotelevisivi. Le associazioni hanno impugnato il regolamento dell’Agcom sul televoto, relativamente alla parte in cui si prevede il termine del 31 dicembre 2011 per l’esclusione assoluta dei call center dal sistema di voto, e hanno chiesto ai giudici di sospendere il televoto dall’edizione in corso di Sanremo, come forma di garanzia per gli utenti e per evitare danni ai telespettatori, considerato che la Rai non ha ancora adottato in tal senso gli strumenti tecnici in grado di fornire adeguate garanzie.

Il Tar del Lazio ha respinto il ricorso, non ravvisando la presenza di danno grave e irreparabile per gli utenti, ma ha accolto una delle richieste presentate dalle associazioni: quella relativa ai controlli post-voto, volti a verificare eventuali anomalie nei flussi del televoto, come previsto dall’ Autorità per le comunicazioni. Su tale aspetto il regolamento dell’Agcom recita: "entro 30 giorni dalla pubblicazione del presente regolamento, gli operatori di accesso, di concerto con i soggetti che gestiscono le piattaforme tecnologiche su cui poggia il servizio di televoto, predispongono idonei strumenti per effettuare adeguate verifiche sui servizi di televoto già forniti, al fine di rilevare l’eventuale provenienza di voti da sistemi, automatizzati o meno, fissi o mobili, che permettono l’invio massivo di chiamate o SMS o da utenze che forniscono servizi di call center".

"Resta fermo dunque – spiega il Presidente del Codacons, Carlo Rienzi – l’obbligo in capo alla Rai di verificare la presenza di televoti anomali provenienti dai call center e, in tal caso, escludere dalla gara l’artista destinatario di tali voti".

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