TLC. Truffa Fastweb-Telecom, lo sdegno dei Consumatori

"Dopo la banda dei "coniati" attorno alla protezione civile, ora spunta, la banda dei "furbetti del telefonino", una delle più grandi e clamorose truffe che sia mai stata perpetrata in Italia". E’ il commento di Federconsumatori e Adusbef alla notizia di questi giorni della maxi truffa nel settore delle telecomunicazioni, che coinvolge due delle più grandi aziende italiane, Fastweb e Telecom Italia Sparkle. Lo scandalo ha dimensioni colossali: circa 400 milioni di euro di Iva evasa al Fisco e un giro di oltre 2 miliardi di euro "investiti" in attività di riciclaggio e capitali illeciti.

"Vi è, oramai, una dilagante corruzione nel nostro Paese – sostengono Elio Lannutti e Rosario Trefiletti, Presidenti di Adusbef e Federconsumatori – che permea vasti settori dell’economia e della politica coinvolgendo, cosa gravissima, anche chi ha responsabilità istituzionali, naturalmente a danno dei cittadini e del Paese. È un’atmosfera irrespirabile – concludono le due Associazioni che fanno sapere che metteranno in campo, non solo, denunce ed iniziative pubbliche, ma anche tutti gli strumenti che salvaguardino gli interessi della parte più debole coinvolta in questi vasti processi di corruzione, quali i lavoratori, cittadini e clienti, anche attraverso la costituzione di parte civile nelle varie procedure processuali che si apriranno.

"Naturalmente, chiediamo tempi rapidi per le inchieste e grande determinazione per difendere al meglio gli interessi colpiti. Nello stesso tempo, chiediamo che finisca definitivamente ogni polemica nei riguardi di chi compie indagini coraggiose e si finisca anche qui definitivamente di mettere in dubbio l’utilissimo strumento delle intercettazioni telefoniche".

Estremamente critica anche la posizione di Cittadinanzattiva, secondo cui sono urgenti alcuni provvedimenti utili ad assicurare la legalità nel nostro Paese: l’anagrafe pubblica degli eletti, la cui istituzione Cittadinanzattiva richiede rivendicando il diritto alla trasparenza dell’attività amministrativa dei nostri rappresentanti al Parlamento, il potenziamento dello strumento intercettazioni telefoniche e delle relative strutture investigative, l’uso sociale dei beni confiscati ai corrotti.

"L’eventuale collusione di un Senatore della Repubblica con la criminalità organizzata – dichiara il segretario generale di Cittadinanzattiva Teresa Petrangolini – testimonia la cifra di come i poteri malavitosi siano ormai entrati nelle stanze dei bottoni delle nostre Istituzioni Democratiche. In qualunque altro Stato, avremmo già assistito alle dimissioni del diretto interessato, soprattutto alla luce di quanto la Giunta delle elezioni del Senato aveva indicato da tempo".

"Se fossero confermate le ipotesi di reato avanzate dalla procura distrettuale anti-mafia nei confronti di Fastweb e di Telecom Sparkle saremmo di fronte a fatti di inaudita gravità, che lasciano senza parole." È quanto dichiara Massimiliano Dona, Segretario generale dell’Unione Nazionale Consumatori, che aggiunge: "Frodare il Fisco e riciclare denaro sporco sono le peggiori azioni che un’impresa possa compiere a danno della collettività. Pertanto è legittimo chiedersi: se un’azienda si rende responsabile di frode e riciclaggio, con quale diritto può ancora operare sul mercato?"

 

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