TLC. Tv digitale, Europa boccia legge Gasparri

La Commissione europea ha bocciato – con un parere motivato – la legge Gasparri sulla tv digitale e ha deciso che l’Italia dovrà adeguare la propria legislazione alle norme comunitarie e ha due mesi di tempo per porre rimedio alle discriminazioni che, in base alla legge Gasparri, possono essere compiute nell’assegnazione delle frequenze gli operatori televisivi nell’ambito del passaggio dal sistema analogico a quello digitale. Roma dovrà adeguare la propria legislazione alle norme comunitarie altrimenti Bruxelles potrà decidere il deferimento alla Corte di giustizia europea.

La Commissione è giunta alla conclusione che la normativa italiana in vigore potrebbe precludere agli operatori che non svolgono attività di trasmissione analogica la sperimentazione di trasmissioni digitali e la creazione di proprie reti digitali. Inoltre, la normativa italiana consentirebbe alle emittenti esistenti di acquistare un numero di frequenze per la sperimentazione digitale superiore a quello necessario per la trasmissione simultanea dei loro programmi in tecnica analogica e in tecnica digitale, come pure di mantenere il controllo sulle frequenze e sulle reti per le trasmissioni analogiche anche dopo la data prevista per la cessazione della radiodiffusione in tecnica analogica (switch-off). Ciò priverebbe i concorrenti del dividendo digitale risultante dall’accresciuta capacità delle reti digitali. Il passaggio al digitale aumenterebbe le possibilità di liberare un’ampia porzione dello spettro delle radiofrequenze per una serie di servizi di radiotelediffusione interamente nuovi, che vanno da una maggiore offerta di programmi televisivi trasmessi in tecnica tradizionale alla radiodiffusione mobile, alla televisione terrestre ad alta definizione (HDTV) e alla televisione interattiva.

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