TLC. Tv e minori, Gentiloni: “Occorrono politiche di qualità”

La tutela dei minori in televisione ha sempre costituito un nodo cruciale: continue le trasgressioni di una autoregolamentazione che, pur essendo fissata e largamente condivisa ai diversi livelli sia delle professioni mediali che della società civile, non sembra funzionare in maniera efficace. Il dibattito tv e minori ruota intorno agli effetti riscontrati nei comportamenti di quest’ultimi, a seguito della prolungata esposizione ad immagini non idonee alla loro età e capacità di discernimento e che nel lungo periodo potrebbero portare ad un vero e proprio "modellamento dello spettatore" sia da un punto di vista psico-cognitivo che comportamentale. "Sviluppare politiche settoriali di livello orientate ad una maggiore tutela soprattutto attraverso una programmazione mirata esclusivamente al target minorile e accompagnata da una relativa riduzione di trasmissioni trash; un maggiore controllo relativo al rispetto del Codice di autoregolamentazione Tv e minori; la necessità di affiancare al vasto ed articolato sistema legislativo (normativo) un’adeguata prassi amministrativa che tenga in considerazione l’interesse superiore del minore e ne rispetti la sua personalità in divenire". Queste le risposte emerse dal Convegno "Televisione e minori- benefici e rischi", organizzato dal Comitato di autoregolamentazione tv e minori e dall’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù, svoltosi oggi a Roma.

Inoltre per il Ministro della Comunicazione Paolo Gentiloni: "E’ necessario intervenire non solo sull’aspetto protezionista, riguardante il rispetto delle regole di settore, ma anche e soprattutto mediante lo sviluppo di politiche propositive concernenti una programmazione di maggiore qualità, sfruttando le grandi potenzialità delle comunicazioni di massa" "E’ compito della Rai- continua il titolare del dicastero- svolgere un ruolo da prima della classe attraverso una maggiore attenzione alla programmazione destinata esclusivamente all’infanzia. La riduzione di promo trailer ,e spot pubblicitari rappresenta, inoltre, una priorità assoluta già a partire dal prossimo contratto di servizio".

Secondo Mario Morcellini (Università "La Sapienza" Roma) "il problema è grande e si protrae da troppo tempo : è quindi fondamentale ristabilire un giusto equilibrio tra la responsabilità del sapere e le scelte d’azione, ossia tra gli obiettivi preposti e la valutazione dei risultati effettivamente raggiunti ; deve in qualche modo concretizzarsi uno scatto di conclusività da parte di tutte le componenti in gioco : Istituzioni,Comitati, Ricerca e Università".

Estrema attenzione al problema anche da parte di Francesco Pizzetti (Presidente Autorità Garante per la Protezione dei Dati Personali) per il quale "il valore della privacy in questo settore si assolutizza ; bisogna diffondere il più possibile una cultura dell’infanzia in difesa del minore attenendosi esclusivamente all’essenzialità dell’informazione ed evitando di scadere in particolari irrilevanti che potrebbero metterne in pericolo l’incolumità".

"Dovrebbero essere altri adulti, come genitori ed insegnanti- ha concluso, invece, Anna Oliverio Ferraris (Università "La Sapienza" Roma) – ad assumersi totalmente il compito di gestire la tv, avendo le televisioni già da tempo abdicato al compito di formare gli spettatori".

Intanto il ministro della Giustizia Clemente Mastella annuncia che il governo si muoverà per "un controllo preventivo". Il Ministro ritiene che sia necessaria "una Authority ad hoc che stabilisca gli "standard accettabili" sulle modalità di vendita dei videogiochi ai minori negli esercizi commerciali: che impedisca ai minori di entrare in possesso di videogiochi violenti".

"Siamo felici – commenta Lucia Moreschi, responsabile del dipartimento Junior di MDC – che si parli di sbarramento alla cultura della violenza, cultura assolutamente insensata per l’educazione dei minori; lo siamo anche per le proposte in materia di programmazione televisiva, che prevedono la riduzione degli spot e una maggiore qualità delle trasmissioni dedicate ai minori.

"Ci auguriamo pertanto – conclude Moreschi- che venga riservata la giusta attenzione all’analisi del fenomeno dei videogames e che, attraverso un’adeguata attività di informazione e sensibilizzazione, vengano forniti, ad adulti e minori, gli strumenti più adatti a una gestione consapevole, e utile, delle nuove tecnologie".

 

 

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