TLC. Ue, per abbonarsi a internet non c’è l’obbligo di altri servizi

Se un consumatore vuole avere, a casa sua, un servizio di telecomunicazione, ad esempio un collegamento ad internet a banda larga, non deve essere obbligato a sottoscrivere un abbonamento ad una linea telefonica fissa o ad altri servizi. Almeno questo dovrebbe accadere in tutti i Paesi dell’Unione Europea, secondo quanto precisato oggi da una sentenza della Corte europea di giustizia.

I giudizi del Lussemburgo hanno sottolineato che una normativa nazionale che, per tutelare i consumatori, vieta ad un’azienda tlc di "vendere agli utenti servizi per essi superflui", è in linea con le direttive europee. Non si può quindi costringere gli abbonati a fruire di servizi inutili e non richiesti. E un’autorità nazionale che impedisca alle aziende le vendite abbinate internet-telefono, agisce nel rispetto delle norme Ue.

La sentenza della Corte specifica che ciò vale per le aziende "con un significativo potere di mercato", e sono le autorità tlc nazionali a decidere se siano tali o meno. Il caso su cui si è pronunciata la Corte è quello della Polonia, dove l’autorità nazionale delle tlc ha vietato ad un’azienda telefonica "con un significativo potere di mercato", di obbligare i clienti a sottoscrivere un abbonamento telefonico per avere un abbonamento ad internet a banda larga. L’azienda aveva impugnato la decisione dinanzi alla Corte Ue, che oggi ha dato ragione all’autorità nazionale.

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