TPL, le aziende scendono in piazza

Oggi scendono in piazza le associazioni delle aziende di trasporto pubblico ASSTRA (Associazione trasporti) e ANAV (Associazione nazionale autotrasporto viaggiatori) e FEDERMOBILITA’ a sostegno del trasporto pubblico. In particolare, chiedono alle istituzioni delle risposte strutturali ai problemi del settore. Accanto alle aziende anche le associazioni dei consumatori come il Movimento Difesa del Cittadino. Per saperne di più abbiamo intervistato il prof. Marcello Panettoni, presidente ASSTRA.

D. Quali sono oggi le principali criticità del Trasporto Pubblico Locale (TPL)?

R. Sono sostanzialmente due le principali criticità: una di natura finanziaria, l’altra di natura normativa. La prima riguarda le due voci principali del nostro bilancio: le tariffe e le compensazioni per obbligo di servizio che sono bloccate o non adeguate da circa 10 anni. In questo periodo i costi di manutenzione e del lavoro sono cresciuti del 39% e invece tra tariffe e compensazioni l’incremento è stato appena del 7-8%.

La criticità di tipo normativo riguarda il fatto che negli ultimi anni troppe norme sono cambiate in maniera episodica, non coordinata e contraddittoria. Noi chiediamo che ci sia invece un adeguamento ragionato e duraturo del decreto legislativo n. 422 (ndr: riforma del TPL del 1997). Auspichiamo quindi risorse certe e indicizzate per garantire i servizi attuali, un incremento di risorse per ampliare i servizi, norme certe per garantire il rilancio della riforma, investimenti in autobus e metropolitane, tranvie e corsie preferenziali per garantire una qualità migliore per il trasporto pubblico ai cittadini.

D. In una nota da voi diffusa parlate di "un intervento spot" per il TPL nella legge Finanziaria. Quali le vostre richieste?

R. Gli stanziamenti previsti in Finanziaria, leggermente inferiori a quanto da noi indicato, hanno il grande limite di essere solo per l’anno prossimo. Non si fanno investimenti, non si garantisce una continuità nella gestione se le risorse non sono certe, programmate nel tempo e indicizzate. Se il costo della vita aumenta e le nostre entrate non aumentano in maniera correlata è evidente che i nostri bilanci (prima) e i servizi per i cittadini (poi) sono messi a rischio. E’ necessario superare questa situazione di investimenti previsti solo per l’anno 2008 e dare la triennalità all’interno di un piano minimo decennale sia per quanto riguarda la gestione sia per l’investimento per l’ammodernamento dei mezzi e la costruzione di nuove infrastrutture.

D. La Finanziaria prevede la defiscalizzazione degli abbonamenti del TPL. Cosa ne pensate di questa norma?

R. E’ una norma da noi chiesta da oltre 5 anni. Si tratta di un’indicazione positiva sia per i cittadini perché incide, anche se in piccola misura, sul loro reddito familiare defiscalizzando gli abbonamenti; positiva anche per il trasporto pubblico perché tende a fidelizzare coloro che lo usano abitualmente.

D. Quali sono stati i principali risultati del Tavolo tecnico istituito dalla Presidenza del Consiglio sulla riforma del settore?

R. Ci sono stati risultati manchevoli. Quel Tavolo tecnico disegnava, con l’accordo sostanziale di tutte le parti in causa, un rilancio complessivo del servizio del TPL in conformità a quanto previsto dal Documento di programmazione economica finanziaria (Dpef). Documento quale si afferma che il TPL è essenziale per decongestionare le grandi aeree urbane e metropolitane e per combattere l’inquinamento. Quando si è andato a tradurlo in Finanziaria ci si è fermati a un finanziamento solo per un anno. Questa è la grande carenza che vogliamo sottolineare e chiediamo al Parlamento e al Governo di riprendere in Finanziaria le indicazione programmatiche del documento del Tavolo tecnico e del Dpef; di prevedere risorse certe, strutturate e indicizzate; e nuove regole aggiornate per completare il percorso di riforma del d. lgs 422.

D. Quale la vostra opinione sull’Authority dei Trasporti nel ddl di riforma delle autorità?

R. Noi siamo intervenuti nel dibattito quando venne proposta la riforma delle Authority a favore della creazione di un’autorità con compiti specifici sia per quanto riguarda il tema della concorrenza che per l’indicazione di criteri guida dei costi di servizio e delle tariffe. Si tratterebbe di una presenza terza tra l’azienda e gli enti pubblici che fornisce una certificazione della necessità di adeguamenti costanti delle risorse necessarie per garantire dei servizi.

 

LINK: D. Lgs. 19 novembre 1997, n. 422

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