TRASPORTI: Parlamento Ue chiede di estendere diritti dei passeggeri anche su tratte nazionali

STRASBURGO- Braccio di ferro tra i ministri dell’Ue e i deputati dell’europarlamento intorno alla normativa sui diritti dei passeggeri. Entrambe le istituzioni con la procedura d codesidione son impegnate nella definizione di un regolamento e di due direttive sul sistema di trasporto ferroviario comunitario.

Tra i numerosi punti di divergenza sui quali le due istituzioni si scontrano dal 2005, vi è la richiesta del Parlamento di estendere la normativa sui diritti dei passeggeri anche agli utenti che viaggiano sulle reti nazionali degli Stati membri anziché limitare l’applicazione unicamente alle linee internazionali.

Durante la sessione plenaria di questo pomeriggio a Strasburgo, il Parlamento europeo esaminerà tre relazioni dei deputati della Commissione trasporti. Se la Plenaria accoglie gli emendamenti proposti dalla commissione trasporti sarà necessario ricorrere alla procedura di conciliazione che, se ha successo, ritarderà semplicemente l’adozione del pacchetto. Ma l’esito positivo non è comunque garantito.

La proposta di regolamento della Commissione europea su cui Parlamento e Consiglio si esprimono sottolinea la necessità di riportare gli utenti dei sistemi di trasporti al centro della politica europea dei trasporti e di eliminare le carenze nei livelli di servizi nel settore del trasporto internazionale di passeggeri per ferrovia. Essa rappresenta inoltre una risposta ai reclami ricevuti a Bruxelles da parte di cittadini europei riguardo alla qualità inadeguata del servizio fornito dalle imprese di trasporto ferroviario internazionale di passeggeri.

I parlamentari chiedono che non vengano esclusi i fornitori di servizi nazionali (per le tratte di un viaggio internazionale) dagli obblighi relativi al rimborso e agli itinerari alternativi, all’indennità per il prezzo del biglietto e all’assistenza in caso di ritardi all’arrivo o alla partenza (come proposto dai ministri dell’Ue) e si oppongono alla limitazione delle tratte internazionali per quanto riguarda i ritardi, le perdite di coincidenza e le soppressioni ed i requisiti di qualità del servizio.

I deputati infatti ritengono che non abbia senso legiferare per una minoranza cosi limitata di passeggeri (il 5%), lasciando senza protezione la maggior parte degli utenti delle ferrovie, in particolare i pendolari. D’altra parte, osservano che la legislazione europea in materia di trasporti aerei non opera questa distinzione tra voli nazionali e internazionali quando si tratta di proteggere i diritti dei passeggeri o di stabilire le responsabilità in caso di incidente o di ritardo.

Sull’entità dell’indennità di ritardo, d’altra parte, è accolta la proposta del Consiglio di rimborsare ai passeggeri il 25% del prezzo del biglietto in caso di ritardo compreso tra 60 e 119 minuti ed il 50% del prezzo del biglietto in caso di ritardo pari o superiore a 120 minuti. Tali indennità andrebbero corrisposte ai passeggeri entro un mese dalla domanda di rimborso, e non entro 14 giorni come proposto dal Consiglio. Gli utenti che sono in possesso in un abbonamento, invece, avranno diritto a un’indennità corrisposta sotto forma di riduzione di prezzo all’acquisto di un nuovo abbonamento o di prolungamento del periodo di validità dell’abbonamento esistente.

In caso di morte o lesioni fisiche di un passeggero , i deputati chiedono che non vi siano limiti finanziari di responsabilità dell’impresa ferroviaria e che, per i danni in caso di morte o lesioni di un passeggero non superiori a 120 000 euro per passeggero, l’impresa ferroviaria non può escludere o limitare la propria responsabilità. Al di là di tale importo, tuttavia, l’impresa ferroviaria non è responsabile per il danno se prova che esso non le è imputabile.

Una serie di emendamenti hanno l’obiettivo di tutelare le persone a mobilità ridotta e i disabili. Sulla scorta di quanto previsto per il trasporto aereo, i deputati dispongono che un’impresa ferroviaria, un venditore di biglietti o un tour operator – salvo determinate eccezioni – non possono rifiutare, a causa della mobilità ridotta del passeggero, di accettare una prenotazione o di emettere un biglietto. Le prenotazioni e i biglietti, inoltre, debbono essere offerti alle persone a mobilità ridotta senza costi aggiuntivi. Chiedono poi che, per garantire a queste persone la possibilità di viaggiare, dovranno essere eliminati tutti gli ostacoli che impediscono l’accesso ai binari, l’imbarco o lo sbarco dei treni, o la semplice permanenza nelle carrozze.

Tutti i treni, inoltre, dovranno consentire ai passeggeri di portare con sé, eventualmente dietro pagamento, in uno spazio appositamente previsto, sedie a rotelle, carrozzelle per bambini, biciclette e attrezzature sportive. Infine, un emendamento impone a imprese ferroviarie, gestori delle stazioni e tour operator di informare i passeggeri in merito ai diritti di cui beneficiano e agli obblighi che loro incombono in virtù del regolamento.

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