TRASPORTI. A Siena i bus fanno il pieno con i girasoli

Fanno da cornice alle suggestive campagne toscane e vengono utilizzati prevalentemente per uso alimentare. Ma fanno anche viaggiare i passeggeri del trasporto pubblico. Parliamo dei girasoli, che da ieri alimentano gli autobus delle linee locali della città del Palio. Grazie al progetto "Sviluppo integrato energie rinnovabili da agricoltura" (S.I.En.a ), cinque mezzi della Train e quattro compattatori della Siena Ambiente utilizzano un pieno costituito al 25% da biodiesel ricavato da semi vegetali e gasolio. L’obiettivo preseguito è quello di emettere 2,5 tonnellate di Co2 in meno per ogni tonnellata di biocarburante usata.

Per promuovere l’iniziativa, i mezzi pubblici riforniti a olio di derivazione vegetale mostrano sulle proprie fiancate il messaggio "Ho un girasole nel motore". "Siamo di fronte – ha detto l’assessore regionale all’Energia, Anna Rita Bramerini – al primo, pionieristico e per questo importantissimo progetto finalizzato all’utilizzo di sistemi alternativi di alimentazione dei mezzi a motore, che ci auguriamo possano diventare competitivi e contribuire in maniera significativa a ridurre la nostra dipendenza dal petrolio. Per questo l’esperienza senese rappresenta una sperimentazione che abbiamo voluto e a cui guardiamo con interesse e attenzione".

Iniziato nel 2006, il nuovo piano energetico ha determinato la coltivazione di 150 ettari capaci di produrre 270 tonnellate di semi di girasole, da cui si sono ricavate 120 tonnellate di biodiesel. Di queste ben 55 serviranno per produrre 220 tonnellate di carburante, che ogni anno faranno percorrere ai 9 veicoli delle due società senesi 440.000 Km, con un emissione di circa la metà di anidride carbonica rispetto a veicoli tradizionali.

"Il progetto S.I.En.A – sottolinea Maria Grazia Mammuccini, amministratore Arsia – ha il pregio di aver creato una filiera articolata e ricca di partner, dai produttori agricoli, alle strutture di prima trasformazione, alle imprese industriali di produzione di biodiesel, ai centri di ricerca che rappresentano punti di eccellenza nella nostra regione, fino alle aziende utilizzatrici. Una collaborazione strategica non solo per il successo del progetto pilota, ma anche per la sua trasferibilità e applicazione in altre realtà territoriali".

 

 

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