TRASPORTI. Abruzzo, contratto servizio Regione-Trenitalia. PD: troppe differenze con altre regioni

Più costi per il consumatore e regole sui disservizi diverse rispetto alle altre regioni. Per questi motivi alcuni consiglieri regionali abruzzesi del PD hanno contestato il contratto di servizio stipulato tra la Regione Abruzzo e Trenitalia. Di più, lo hanno messo a confronto con quello stipulato dalla stessa Azienda con la Regione Marche.

Ad esempio, in Abruzzo Trenitalia prevede di investire 32 milioni di euro, ma la metà li deve cacciare la Regione, cioè 16 milioni di euro. Nelle Marche l’investimento previsto è di 100 milioni di euro, e le Marche ci mettono solo l’8,4%.

Un’enorme differenza tra le due regioni anche rispetto alla possibilità di sopprimere treni prevista dal contratto: in Abruzzo Trenitalia può sopprimere fino allo 0,8% di treni (circa 400 treni), mentre nelle Marche solo lo 03%.

Per quanto riguarda l’aggravio dei costi per il consumatore: se nelle Marche e nel Veneto ai viaggiatori non in possesso di biglietto e lo fanno in treno è prevista una maggiorazione del biglietto di soli 5 euro, gli abruzzesi per la stessa cosa dovranno pagare quaranta volte di più, cioè 200 euro. Per non parlare del discorso delle sanzioni: nelle Marche il 96% dei treni deve garantire puntualità con un ritardo massimo di 5 minuti altrimenti scattano sanzioni, nella Regione "farsa" la percentuale scende all’88%, cioè centinaia di treni in più che possono fare ritardi.

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