TRASPORTI. Adoc-tassisti, è scontro aperto

I toni si fanno duri: i tassisti accusano l’Adoc di aver avviato una campagna d’odio, l’associazione risponde contestando i dati dei tassisti e ribadendo che la campagna lanciata lo scorso 28 luglio contro l’aumento delle tariffe, sullo slogan "Il Sindaco è di tutti, non solo dei tassinari", non si basa affatto sull’ostilità verso la categoria ma sulla "volontà di garantire un servizio taxi più equo ed efficiente".

I tassisti hanno infatti replicato alla campagna con una nota stampa, sottoscritta da Fit/Cisl-Taxi, Ati-Taxi, Ciisa-Taxi, Federtaxi-Cisal, Ugl-Taxi, Assodemoscoop, Legacoop-Taxi, nella quale scrivono: "Nei giorni scorsi, leggendo alcuni quotidiani locali e una serie di agenzie di stampa provenienti dall’Adoc, abbiamo notato che il tutto ha coinciso con l’avvio di una nuova ed ingiustificata campagna asseritamente di sensibilizzazione pubblica, ma in verità d’odio, contro i tassisti capitolini, anche attraverso l’affissione di centinaia di locandine che recitano: ‘Il Sindaco è di tutti, non solo dei tassinari’. E con una serie di petizioni pubbliche. Quello che lascia maggiormente basiti sono, tuttavia, la quantità di inesattezze ed errori contenuti nelle informazioni che l’Adoc ha inteso trasmettere sulla prospettata revisione delle tariffe delle corse taxi". Per i tassisti, l’aumento della gestione Veltroni non è stato del 19% ma del 18%; le tariffe delle corse aeroportuali sono bloccate da diversi anni; le percentuali di aumento indicate dall’Adoc sono considerate "inesatte e comunque frutto di una valutazione incompleta del quadro generale".

Una polemica cui naturalmente non si sottrae l’Adoc. Che con il presidente Carlo Pileri risponde: "L’Adoc rispetta il lavoro di tutti e non lancia campagne d’odio su alcuna categoria, in particolare sui tassisti. Al contrario, la campagna è mirata a garantire un servizio pubblico efficiente e con tariffe eque a tutti i cittadini e turisti, non solo a chi dispone di un alto reddito o di chi ha la possibilità di ottenere un rimborso aziendale. Ci saremmo augurati in questo senso l’avvio di un dialogo, su base democratica, con i rappresentanti dei tassisti, con la possibilità anche di avviare iniziative comuni per raggiungere questo risultato. Non solo, come ribadito durante il lancio della campagna, l’Adoc ha più volte richiesto il completamento della rete delle corsie preferenziali esclusive per i taxi e la possibilità di offrire un rifornimento carburanti dedicato ai taxi a prezzo differenziato. Invece per i tassisti romani, o perlomeno per quelli che hanno condiviso l’attacco rivolto verso l’Adoc nella nota sopracitata, l’unico interesse sembra essere quello di aumentare all’infinito le tariffe dei taxi. Il grave attacco e le pesanti minacce rivolte all’Adoc nella nota – conclude Pileri – sono oltremodo preoccupanti perché sembrano un atto d’intimidazione nei nostri confronti, al fine di costringerci a non esprimere la nostra opinione in merito. Non crediamo che la politica dell’olio di ricino sia quella che la nostra società si meriti."

L’associazione risponde a sua volta anche sui dati relativi agli aumenti: fra 18% e 19% la differenza non sconfessa il fatto che siano rincari consistenti e comunque "nel 2007 lo scatto alla partenza aumentò del 20,1% (passando da 2,33 a 2,80 euro) mentre il costo al chilometro passò da 0,78 a 0,92 euro, per un rincaro del 17,9%. In media, quindi, un rincaro del 19%. Relativamente all’ultimo aumento, – conclude l’associazione – il rincaro risulta del 54%, visto che il costo al chilometro è passato da 0,92 euro a 1,42 euro. In merito all’aumento della tratta Roma-Fiumicino, la tariffa di 40 euro fu stabilita con Deliberazione G.C. n.493 del 6.9.2006, un anno prima dell’aumento delle tariffe del servizio taxi deciso dalla giunta Veltroni con Deliberazione G.C. n.593 del 22.12.2007."

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