TRASPORTI. Aeroporto a Frosinone? Codici: “Non può decollare”

L’aeroporto previsto a Frosinone "potrebbe non diventare mai operativo". Oppure l’operazione avrebbe un costo per cui "a farne le spese sarebbero con certezza centinaia di residenti dell’area, espropriati a norma di legge a prezzi di fatto inferiori a quelli di mercato. In seguito, se l’improbabile aeroporto riuscisse contro ogni logica a decollare, decine di migliaia di residenti della Valle del Sacco, su cui graverebbe un carico ambientale insopportabile per un territorio notoriamente già provato". È quanto denuncia Codici che nei giorni scorsi, insieme alla Rete per la tutela della valle del Sacco, ha presentato un dossier sul progetto di scalo regionale a Frosinone e sulla relativa Variante Aeroportuale.

"Quello che è emerso dall’analisi approfondita del progetto – afferma l’associazione – è tutta una serie di criticità che vanno dalla sicurezza, alle rotte di volo, ai vincoli di operatività, alla tutela ambientale, all’inquinamento acustico. Non da ultimo, si segnala come i costi per la realizzazione dell’aeroporto siano stati sottostimati, fattore che, insieme agli altri, suggerisce che lo scalo potrebbe non diventare mai operativo".

Nei giorni scorsi sulla stampa locale (la Provincia del 23 luglio) è stato annunciato che l’avvio dei lavori dovrebbe partire nella primavera 2012. Ha detto infatti il presidente dell’Adf-Aeroporto di Frosinone SpA Gabriele Picano: "Dopo l’estate e subito dopo l’ingresso della Regione Lazio nel capitale sociale dell’Adf, verrà convocato un tavolo tecnico, alla presenza delle Ferrovie dello Stato e degli enti che ne fanno parte, per riformulare e quindi trovare un accordo bilaterale alle richieste di chiarimenti avanzate dall’Enac, Ministero della Difesa e dal Ministero delle Infrastrutture. Passaggio necessario ed importante per poter aprire la conferenza dei servizi entro dicembre. Quindi allo scadere dei 90 giorni, tempo massimo per chiudere i lavori, pubblichiamo il bando e si procede con il project financing".

Ma non tutti sono d’accordo sul nuovo scalo. Afferma Codici: "Più volte in passato, in particolare in occasione della conferenza dei servizi del 28 ottobre 2010, l’Enac e l’Enav hanno sottolineato come uno scalo regionale collocato tra Frosinone e Ferentino, tra i monti Lepini ed Ernici-Simbruini, renderebbe estremamente difficoltose le manovre di volo: l’operatività sarebbe ridotta, come le garanzie di sicurezza. Fatto forse ancor più importante, tale localizzazione interferirebbe pesantemente con il traffico aeroportuale del bacino laziale-campano, intasando le rotte di volo verso Napoli-Caserta (Grazzanise) e Roma (Fiumicino). Inoltre le condizioni meteo-climatiche risultano assolutamente non ideali".

Per l’associazione, la Variante Aeroportuale Intermodale potrebbe avere fra le sue finalità quella di acquisire territorio, di realizzare una zona ad alto indice di edificabilità a ridosso del nuovo terminal ferroviario progettato a servizio dell’area e dunque sarebbe legato alle opportunità economiche della riqualificazione urbanistica dell’area ferroviaria cittadina. "Quello che temiamo – ha detto Carmine Laurenzano, Responsabile Nazionale Ufficio Legale Codici – è che facendo dichiarare l’opera di utilità sociale, gli espropri potrebbero avvenire per un pezzo di pane. Di fatto l’aeroporto non solo non è conveniente, ma potrebbe essere un’opera incompiuta, perché i costi sono stati sottostimati, e destinata ad non essere mai realizzata definitivamente, il che vorrà dire o abbandonare l’opera in corso di costruzione, o grossissime iniezioni di fondi pubblici. Di fatto – ha detto Laurenzano – il vero affare sono i 223 mila mc di cemento da rivendere a peso d’oro, l’immobile che sorgerà sopra verrà presumibilmente ultra qualificato e questo per via sia del nodo intermodale dei trasporti sia per i servizi che verranno creati".

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