TRASPORTI. Alitalia, ore decisive per il destino della compagnia: si sceglie il partner straniero

La vicenda Alitalia sta ormai volgendo al termine e sembrerebbe ormai quasi certa la scelta di Air France-KLM quale partner straniero. Oggi, infatti, è previsto l’incontro tra Bossi e Berlusconi sul partner di Alitalia e il destino di Malpensa. Il 13 gennaio, data in cui dovrebbe decollare il primo volo della nuova compagnia, infatti è vicino: alle 6 del mattino da Londra Heathrow diretto a Roma Fiumicino dovrebbe partire il primo aeromobile della nuova Alitalia. La partenza sarà però subordinata alle procedure di autorizzazione e certificazione assicurativa dei velivoli della nuova compagnia da parte dell’Enac. Le operazioni impegneranno una cinquantina di ispettori e potrebbero durare anche 7-8 ore. Il primo volo nazionale a decollare, sempre il 13, sarà un volo Air One che partirà alle 6,10 dall’aeroporto di Palermo e sarà diretto a Roma-Fiumicino. Alla stessa ora, partirà un volo intercontinentale dallo scalo di Malpensa, diretto a San Paolo del Brasile.

Tuttavia c’è chi non crede che sia la scelta del partner a migliorare il servizio aereo né per il Paese né per i cittadini e gli imprenditori del nord. L’unica strada seriamente percorribile torna ad essere – sostiene Assoutenti – la liberalizzazione del mercato aereo lombardo.

"Per chi vuole veramente provvedere agli interessi dei cittadini del nord – dichiara Mario Finzi, presidente dell’Assoutenti – si può, da subito, incrementare il traffico nazionale e internazionale (ma non quello intercontinentale) su Linate, rimuovendo con un semplice atto normativo il tetto artificiale che fu apposto, con apposito decreto protezionistico, al traffico di quell’aeroporto, le cui potenzialità soffocate potrebbero espandersi immediatamente di oltre il 30%".

Quanto al traffico intercontinentale la liberalizzazione permetterebbe alle compagnie aeree che ritenessero l’aeroporto di Malpensa idoneo a svolgere il ruolo di hub la relativa scelta. Vedremo allora se il mercato decreterà come realistico questo ruolo.

"Il timore non confessato appare invece quello che l’aeroporto di Malpensa non sia idoneo, per carenza delle necessarie infrastrutture, per tale ruolo e che pertanto questo si voglia imporre con una decisione, politica e non imprenditoriale, che non privilegerà adeguatamente gli interessi veri dei cittadini – conclude Mario Finzi.

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