TRASPORTI. Aumento biglietti FS, le reazioni dei consumatori

E’ di ieri la notizia degli aumenti delle tariffe ferroviarie che si traduca in un aumento del prezzo del biglietto. Sono subito scattate le reazioni delle associazioni dei consumatori che non accettano che la crisi delle ferrovie ricada sui cittadini.

Adiconsum chiede "prima di verificare i risultati sulla qualità e sulla puntualità del servizio promessi con la manovra di gennaio. Il fatto che le ferrovie per 4 anni non abbiano modificato le tariffe non può giustificare un aumento del 20% in un anno (+9% già realizzato, +10% nuova richiesta, oltre ad altri aumenti dovuti ad una diversa classificazione dei treni). Non è pensabile che le tariffe FS si muovano con aumenti del +20% e pensioni e retribuzioni con aumenti del +2%".

Movimento Consumatori (MC) e Movimento Difesa del Cittadino (MDC) rilanciano la critica: "Riteniamo che gli aumenti previsti per il prossimo ottobre, rappresentino un tentativo di risolvere i problemi di Trenitalia a spese dei viaggiatori. Ci sono automatismi che vanno combattuti: in questo caso quello di cercare di risolvere i problemi colpendo le parti più deboli. Respingiamo quindi le dichiarazioni del viceministro dell’Economia e Finanze Vincenzo Visco che scaricano sui cittadini gli errori e le scelte politiche del management".

"Il binomio crisi-aumento dei prezzi – spiegano le due associazioni – porta sempre a risultati fallimentari. Crediamo, quindi, che per non inasprire ulteriormente la polemica sia necessario pensare a misure che vadano a risolvere alla radice, una crisi che non può ripercuotersi, come al solito, sui viaggiatori".

"Il rincaro del prezzo di un servizio – concludono MC e MDC – dovrebbe andare, in genere, di pari passo con un miglioramento sostanziale del servizio stesso. E non sempre sarebbe giustificato. Per quanto riguarda, quindi, il caso Trenitalia ci troviamo di fronte ad un vero e proprio paradosso: aumento del costo dei biglietti e qualità del servizio ferroviario sempre meno soddisfacente per i consumatori".

Per Cittadinanzattiva si tratta di "Un Piano arrogante al quale ci opporremo facendo ricorso al Tar se sarà necessario. È infatti troppo facile pensare di aumentare le tariffe senza accennare minimamente ad un adeguato innalzamento della qualità del servizio offerto, quando un cittadino su tre si lamenta per i ritardi e uno su cinque per le penose condizioni di viaggio".

L’associazione"rifiuta l’arroganza di chi ipotizza aumenti tariffari senza valutare la riduzione del potere di acquisto delle famiglie e senza prima predisporre azioni per la riduzione di inefficienze e sprechi all’interno dell’azienda capaci di migliorare la qualità del servizio in termini di puntualità e igiene. Già a gennaio in occasione dei primi aumenti" ha concluso Trincia, avevamo denunciato lo scandalo dovuto non tanto agli aumenti in sé ma al fatto che venivano aumentati costi dei biglietti senza contemporaneamente rimuovere manager e dirigenti corresponsabili della crisi che da anni investe il nostro trasporto ferroviario, e senza introdurre organismi di controllo su qualità e pulizia dei treni che vedano anche il coinvolgimento delle Associazioni dei cittadini e degli utenti".

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