TRASPORTI. Autotrasportatori in sciopero, Italia bloccata, a rischio alimenti e carburante

Blocchi alla circolazione, ai caselli autostradali, agli ingressi degli interporti da Nord a Sud Italia. È il risultato dello sciopero degli autotrasportatori, scattato dalla scorsa mezzanotte, con il fermo completo dei servizi di trasporto merci in Italia. Secondo la Conftrasporto (Confederazione del Trasporto della Spedizione e della Logistica) la protesta ha raggiunto percentuali del 90% in tutto il Paese.

Disagi dunque in tutta Italia, a Marghera fino a Torino e confini con la Francia di Ventimiglia, passando per Padova, Verona, Brescia, Bergamo, Milano. E ancora, blocchi alle congiunzioni stradali con i terminal intermodali del CIM di Novara e di Busto Arsizio, a partire da Bologna e per tutta la dorsale adriatica da Cesena e fino in Abruzzo. Grande l’adesione nelle aree di Roma, Latina, Aprilia, Frosinone, Viterbo, Avellino, Caserta, Napoli. Anche sulla dorsale ligure-toscana- umbra da Massa Carrara, La Spezia, fino a Genova Bolzaneto, proseguendo verso Alessandria, e poi a Perugia. In Sicilia blocchi sulla Catania Messina. Da Brindisi a Bari, da Altamura a Lecce, Gioia Tauro e Rosarno per l’area Sud.

"Ringrazio tutti gli operatori del settore che hanno risposto così massicciamente all’iniziativa programmata", ha commentato Pasquale Russo, segretario nazionale Conftrasporto: "Il Ministro Bianchi – ha detto – nelle dichiarazioni rilasciate ieri al TG1, ha dimostrato ancora una volta di non conoscere il settore dell’autotrasporto. Le aziende ferme sono più di 130 mila, evidentemente a differenza di quanto pensava il Ministro non è solo una minoranza della categoria a contestare le sue scelte. A questo punto ci aspettiamo che il Governo prenda atto della reale situazione di difficoltà in cui versa il settore e fornisca risposte adeguate alla categoria".

Traffico bloccato dunque sulla A1 alle porte della Capitale. Alle porte di Torino è bloccato l’interporto con circa 600 mezzi fermi. Il blocco ha interessato dall’alba anche i principali valichi di frontiera: a Ventimiglia, ad esempio, i mezzi pesanti sono stati bloccati alla frontiera italo-francese. E sulla tangenziale di Mestre la coda ha raggiunto i 16 chilometri. Gli autotrasportatori chiedono, fra l’altro, di aumentare la capacità contrattuale, contenere i costi del gasolio e i costi di esercizio, eliminare abusivismo e concorrenza sleale.

E sul fermo dei tir, previsto fino al 14 dicembre, non mancano le reazioni che sottolineano i rischi sia per la distribuzione dei carburanti sia per i generi alimentari. Per Confesercenti "serve al più presto un’intesa". "Se lo sciopero degli autotrasportatori dovesse protrarsi fino a venerdì si rischierebbero pesanti disagi che vanno scongiurati facendo appello al senso di responsabilità di tutti – commenta Confesercenti in una nota stampa – Cresce infatti l’allarme carburanti che potrebbe mettere in ginocchio le comunicazioni dell’intero paese proprio nel periodo natalizio. Per non parlare delle ricadute sui consumi e delle difficoltà che settori come quelli del turismo si troverebbero a fronteggiare sotto le festività di fine anno. Auspichiamo che nell’incontro di domani al ministero dei Trasporti si tengano nel giusto conto le esigenze degli autotrasportatori ma anche quelle generali del paese e che al tavolo del Governo si trovi quell’intesa capace di riportare serenità nel paese".

La Cia-Confederazione italiana agricoltoriha espresso preoccupazione per le ripercussioni che la protesta potrebbe avere nei prossimi giorni: "Se la vertenza degli autotrasportatori non si sbloccherà e, quindi, continuerà nei prossimi giorni, c’è il fondato rischio per la consegna dei prodotti come il latte, la farina e gli ortofrutticoli". Per la Cia infatti il blocco dei tir può ripercuotersi sul sistema agroalimentare con un danno sia per i consumatori ("C’è il pericolo che nei mercati e sugli scaffali di negozi non si possono trovare prodotti di prima necessità, a cominciare da latte e pane. Stesso discorso per frutta e verdura che non vengono ritirate dai campi") sia per gli agricoltori "che rischiano di vedere invenduta la loro produzione".

L’allarme viene anche da Coldiretti che prevede milioni di euro in danni: "Migliaia di tonnellate di frutta e verdura rischiano di marcire nei campi, nei magazzini o nei mercati generali completamente bloccati dallo sciopero dei trasporti che impedisce anche ai prodotti alimentari di essere distribuiti sul mercato". E " se il fermo si protrarrà a lungo a rischio c’è anche la distribuzione delle specialità tradizionali del Natale".

"Un fermo ad orologeria che rischia di essere un alibi per un aumento dei prezzi": è quanto commenta invece Paolo Landi, segretario generale dell’Adiconsum. "Una tariffa di 0,70 cent/km per un Tir è certamente un indice di sfruttamento del lavoro, ma è anche una riprova delle ampie rendite all’interno del settore – ha commentato Landi – La manifestazione degli autotrasportatori di 5 giorni, oltre a provocare gravi disagi a chi viaggia, rischia di essere strumentalizzata per giustificare ulteriori aumenti del prezzi, soprattutto in considerazione che il fermo avviene alla vigilia di Natale". Per l’Adiconsum i problemi sollevati, quali il sistema del subappalto o l’evasione delle norme da parte degli autotrasportatori esteri, devono trovare risposte al tavolo del Ministero. E puntualizza: "I consumatori tuttavia ritengono anche necessario che si affronti il problema di uno spostamento del traffico da gomma su rotaia sempre promesso, ma mai realizzato".

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