TRASPORTI. CESE: body scanner, non è ancora tempo

Non è ancora tempo di body scanner. Il Comitato Economico e Sociale Europeo, nell’opinione adottata ieri durante la sessione plenaria e relativa all’uso di tali sistemi negli aeroporti europei, ha reso noto le sue preoccupazioni sulle possibili violazioni dei diritti umani e sui rischi potenziali per la salute derivanti da questa tecnologia. Il Cese ha dunque formulato riserve sulla capacità dei body scanner di garantire il più elevato livello possibile di sicurezza aerea, esprimendo le sue preoccupazioni per la potenziale violazione dei diritti fondamentali connessa all’impiego di tali dispositivi e i rischi per la salute causati dalle radiazioni emesse.

Il Comitato ha espresso preoccupazione circa l’effettiva capacità dei body scanner di aumentare la sicurezza, tema che, insieme ai considerevoli costi della tecnologia, rimangono centrali. In alternativa, il Comitato suggerisce di utilizzare le tecnologie disponibili per identificare quelle che possono rappresentare ampie fonti di rischio e, considerato il veloce sviluppo della tecnologia, ha espresso favore circa il più ampio uso possibile degli strumenti esistenti nell’attesa che vengano sviluppate tecnologie meglio equipaggiate per raggiungere gli obiettivi prefissi e meno intrusive rispetto ai body scanner attuali.

In particolare, il Comitato teme che i body scanner rappresentino una violazione della privacy e possano violare diritti fondamentali qualora le immagini che ne derivino siano indebitamente conservate, stampate o diffuse. Al riguardo è stato citato un caso accaduto in Florida, dove 35 mila immagini provenienti da body scanner furono conservate dagli agenti di sicurezza e poi postate su internet.

Ancora: il Comitato respinge l’idea che i passeggeri possano scegliere di non sottoporsi ai controlli attraverso body scanner senza però evitare di incappare in ulteriori fardelli, come i ritardi causati dalle lunghe file che si creano per avere controlli esaustivi. Ha dunque chiamato la Comunità europea a creare efficaci rimedi legali in tal senso. Ancora: secondo il Comitato, non ci sono "prove definitive" che le radiazioni emesse dai body scanner non rappresentino un rischio per la salute umana. Così, finché tali dubbi non siano stati fugati, per il Cese l’uso dei body scanner non è consigliabile. Altro invito che il Comitato rivolge alla Commissione europea è quello di disporre specifiche regole per la tutela dei passeggeri più vulnerabili, quali donne incinte, bambini e disabili.

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