TRASPORTI. Caro-traghetti, Consumatori sul piede di guerra

Continua a tenere banco il caro-traghetti per la Sardegna. I cittadini continuano a denunciare aumenti, l’Antitrust ha deciso ieri di avviare un’indagine per verificare se le compagnie di navigazione abbiano fatto cartello e le associazioni dei consumatori continuano a mobilitarsi. Oggi Federconsumatori e Adusbef affermano che non esistono giustificazioni per gli aumenti e si annunciano pronte ad avviare richieste di risarcimento individuali e collettive, mentre la Casa del Consumatore sta valutando la possibilità di avviare una class action. Adiconsum chiede "un intervento immediato del Governo, che detti le condizioni per l’immediata apertura del mercato e istituisca un’Authority per il trasporto navale che regoli e vigili sulla giungla delle tariffe di navigazione".

La Casa del Consumatore, informa una nota, ha istituito, presso lo Sportello del Turista di Genova il Comitato Tutela Viaggiatori: "Per aderire è sufficiente comunicare i propri dati e inviare copia dei biglietti allo Sportello del Turista via mail (ctv@casadelconsumatore.it) o via fax (010 2363172). Per informazioni gli interessati possono contattare il Comitato telefonando allo 010 2091060 dalle 9.00 alle 13.00". Il Comitato sta valutando l’avvio di una class action "per il rimborso di tutte le somme indebitamente richieste ai clienti di Moby, Snav, Grandi Navi Veloci, Sardinia Ferries e relative controllate, che secondo la stessa Antitrust avrebbero incrementato i prezzi nell’ordine del 90-110% rispetto al 2010. Sono peraltro già giunte segnalazioni allo Sportello di aumenti anche maggiori".

Secondo Federconsumatori e Adusbef, "non esistono giustificazioni possibili per l’incredibile e spropositato aumento dei biglietti dei traghetti per la Sardegna, come ancor oggi si tenta di fare utilizzando l’alibi degli aumenti dei costi energetici". L’Osservatorio Nazionale Federconsumatori ricorda che gli aumenti riscontrati vanno da un minimo del 39% a un massimo del 74%. Qualche esempio: per un viaggio di due persone, un bambino e un’auto, andata e ritorno ad agosto, sulla tratta Genova-Olbia l’aumento del 2011 sul 2010 è pari al 40% se si sceglie di viaggiare in cabina (si passa da 618 euro a 866 euro); sulla tratta Civitavecchia-Olbia, la stessa famiglia paga, viaggiando in cabina, 748 euro, con un aumento del 74% rispetto ai 429 euro del 2010.

"Non avevamo dubbi sull’intervento dell’Antitrustdietro queste nostre denunce, e siamo fiduciosi per quanto riguarda le sanzioni alle compagnie per l’ipotesi (sempre più concreta) di cartello", affermano le due associazioni. Aggiungono i presidenti Rosario Trefiletti ed Elio Lannutti: "Solo a seguito delle sperate tali sanzioni, infatti, avvieremo le richieste di rimborso e di risarcimento, sia di carattere individuale che collettivo, per tutti i cittadini interessati, danneggiati dalle assurde politiche di prezzo attuate dalle compagnie. Restiamo ancora in attesa, a tale proposito, di un intervento da parte del Ministro dei Trasporti e del Ministro del Turismo, forse disattento su questo argomento, ma molto attivo, invece, nel prodigarsi a regalare le nostre spiagge".

"L’aumento dei prezzi dei biglietti per i collegamenti da e per la Sardegna – dichiara Pietro Giordano, segretario generale vicario Adiconsum – rappresenta un fatto gravissimo perché di fatto impedisce il diritto alla mobilità dei sardi, e di tutti gli altri che per lavoro o per svago intendono recarsi sull’isola, andando a peggiorare la già grave situazione economico produttiva. Situazione che la Regione Sardegna ha sottoposto al ministro Romani alla prima riunione del "Tavolo Sardegna". Bene ha fatto quindi l’Antitrust ad aprire un’indagine sull’aumento dei biglietti che compromette la già compromessa situazione dell’isola. Adiconsum – continua Giordano – chiede un intervento immediato del Governo, che detti le condizioni per l’immediata apertura del mercato e istituisca un’Authority per il trasporto navale che regoli e vigili sulla giungla delle tariffe di navigazione".

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