TRASPORTI. Cipolletta (FS) a Radio 24: “Possibile aumento per tariffe per Intercity ed Eurostar”

Un aumento delle tariffe per Intercity ed Eurostar, ovvero solo quelle tariffe che non hanno una convenzione con lo Stato e gli enti locali. Questo l’obiettivo a cui puntano le Ferrovie dello Stato per risolvere il problema disavanzo. Lo ha detto il presidente delle Ferrovie dello Stato Innocenzo Cipolletta in un’intervista a Radio 24.

Nei giorni scorsi i vertici di Fs, in audizione al Senato, avevano esposto la drammatica situazione dei conti, ed avevano precisato: La soluzione sarebbe la ricapitalizzazione. La grave crisi finanziaria di Trenitalia – che chiuderà l’anno con un buco di 1.707 milioni di euro – e di tutto il gruppo con previsioni di fine bilancio ancora più gravi, muove da una serie di concause, non escluse naturalmente la serie di inefficienze nella gestione interna. A dare il colpo finale, i pesanti tagli della finanziaria 2006 e i mancati trasferimenti dai contratti di programma.

Cipolletta ha precisato che nel 2006 il disavanzo è di oltre 1,9 miliardi di euro e che le tariffe sono ferme dal 2000, cioè da sei anni e sono la metà di quelle di altri paesi europei.

Immediata la reazione dei consumatori. Per Cittadinanzattiva "è troppo facile pensare di aumentare le tariffe senza accennare minimamente ad un adeguato innalzamento della qualità del servizio offerto, quando un cittadino su tre si lamenta per i ritardi e uno su cinque per le penose condizioni di viaggio".

"Ci chiediamo dove fosse e cosa stesse facendo in tutti questi anni l’ing. Moretti, già amministratore delegato di Rete Ferroviaria Italiana SpA e da tempo nel management del Gruppo, per svegliarsi solo ora e lanciare l’allarme-conti – commenta il vice segretario generale dell’associazione, Giustino Trincia – posizione inaccettabile in merito alla quale stiamo studiando l’opportunità di intentare una causa per risarcimento danni nei confronti dell’a.d. di Trenitalia e dei responsabili delle Divisioni che si sono succeduti in questi ultimi anni, periodo nel quale sembrano essere state avallate liquidazioni per milioni di euro a fronte di risultati clamorosamente al di sotto di un minimo di efficienza.

"Prima di toccare le tariffe ed invogliare le Regioni a fare altrettanto sul trasporto locale – conclude Trincia – chiediamo al Governo e al Ministro dei Trasporti, Alessandro Bianchi, un confronto aperto alle associazioni dei cittadini consumatori per definire insieme un radicale piano di risanamento capace di coniugare le esigenze dell’utenza con quelle del Gruppo".

Reazioni giungono anche da Carlo Pileri, presidente dell’Adoc che afferma: "Le Ferrovie negli ultimi anni hanno attuato una politica di aumenti mascherati con l’introduzione dei supplementi e delle prenotazioni obbligatorie oltre quelli tradizionali, con la vicenda dell’Intercity Plus, con l’aumento delle multe. Aumenti mascherati che in alcuni casi hanno finito per sfondare il tetto dell’inflazione e quello del price cap. Il consumatore non può essere considerato la panacea delle malagestioni".

L’associazione riassume in 3 punti le principali questioni da affrontare con urgenza:

  • la qualità complessiva del servizio: dalla pulizia, al numero di vagoni impiegati sulle tratte più frequentate, alla assenza di assistenza nelle stazioni prive di biglietteria permanente;
  • il modo di richiedere e garantire l’erogazione del bonus nel caso di ritardo. Mentre fino a qualche anno fa era possibile reperire facilmente i moduli e imbucarli senza affrancatura nella stessa stazione, da qualche tempo non è più così;
  • la garanzia che non si parli di aumenti delle tariffe, ma anzi di ritocchi verso il basso, specie sulle tratte regionali.

Anche per Adiconsum ogni aumento di tariffa deve esser vincolato alla qualità del servizio reso, in particolare regolamentando gli ingressi nelle stazioni ed attuando un serio intervento sullo stato di abbandono delle medie e piccole stazioni.

Il servizio svolto dalle ferrovie – si legge nella nota dell’associazione – resta fondamentale per il Paese, oggi come ieri, come contributo alla riduzione dell’inquinamento e all’alleggerimento del traffico stradale. Vero è: che gli investimenti nel settore FS sono stati limitati in questi anni, ma è altresì vero che vi è stato un gruppo dirigente più preoccupato all’ammontare della propria liquidazione che a curare il dissesto delle ferrovie; che in questi anni non ci sono stati aumenti tariffari come invece avvenuto nel settore delle autostrade con aumenti superiori al tasso di inflazione; vero è che vi sono stati aumenti "di fatto" con il biglietto "a tratta" e il cambio di classificazione dei treni (Intercity diventati Eurostar utilizzando le stesse vetture, stesso tempo di percorrenza, stesse fermate).

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