TRASPORTI. Collegamento taxi-aeroporti, Antitrust invia segnalazione per tutela concorrenza

"La concertazione tra i diversi comuni potrebbe limitarsi a garantire per l’utente la massima trasparenza in merito alle diverse tariffe applicate" dai servizi taxi di collegamento con gli aeroporti. È quanto scrive l’Autorità Antitrust in una segnalazione inviata alla Camera, al Senato e al Consiglio dei Ministri, relativa alla disciplina dei servizio taxi da e per gli aeroporti. Secondo l’Autorità, infatti, l’attuale formulazione della legge contrasta in parte con la tutela della concorrenza perché favorisce l’accordo fra i comuni che ricadono nel bacino di un dato aeroporto "dando luogo ad un innalzamento artificioso dei prezzi del servizio taxi nei collegamenti da e per gli scali aeroportuali".

Sotto i riflettori dell’Antitrust c’è L’art. 14 comma 8 del decreto legislativo 19 novembre 1997 n. 422. La norma: "Per i collegamenti con gli aeroporti aperti al traffico aereo civile, ferme restando le competenze degli enti gestori, sono autorizzati ad effettuare servizio di piazza i titolari di licenze per servizio di taxi rilasciate dai comuni capoluogo di regione e di provincia, nonché dal comune o dai comuni nel cui ambito territoriale l’aeroporto ricade. I comuni interessati, d’intesa, disciplinano le tariffe, le condizioni di trasporto e di svolgimento del servizio, ivi compresa la fissazione del numero massimo di licenze che ciascun comune può rilasciare proporzionalmente al bacino di utenza aeroportuale. Nel caso di mancata intesa tra i comuni, provvede il presidente della regione, sentita la commissione consultiva regionale di cui all’articolo 4 della legge 15 gennaio 1992, n. 21".

L’Antitrust riporta l’esempio dei taxi di Roma: "A titolo esemplificativo, è attualmente in discussione in sede di Consiglio Comunale della città di Roma la revisione delle tariffe praticate dai taxi dei Comuni di Roma e Fiumicino per il percorso tra la città di Roma (entro le mura aureliane) e lo scalo aeroportuale di Fiumicino (la tariffa attualmente è pari a 40 euro se il tassista ha una licenza rilasciata dal Comune di Roma e a 60 euro se la licenza è stata rilasciata dal Comune di Fiumicino). L’intesa tra i comuni interessati, volta ad individuare una tariffa uniforme, e inevitabilmente maggiore di quella praticata dalla maggioranza dei taxi (40 euro), rischia nel complesso di tradursi in un significativo danno per il consumatore".

Per l’Antitrust, altre vie che considerino la tutela della concorrenza sono "l’introduzione di sistemi di informazione e pubblicizzazione delle tariffe eventualmente praticate da soggetti le cui licenze sono state rilasciate da distinte amministrazioni".

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