TRASPORTI. Consumatori in audizione alla Camera sul servizio di Trenitalia

Il 14 giugno in Commissione Trasporti alla Camera ha avuto luogo l’audizione delle Associazioni dei consumatori sul servizio di Trenitalia. Il Codacons, che insieme all’Adoc ha dato vita recentemente al CRESP, un coordinamento su trasporti e servizi, ha sottolineato come Trenitalia non debba più usufruire delle prerogative della Pubblica Amministrazione, né dispensare ai viaggiatori multe e sanzioni sulla base delle variazione delle proprie continue modificazioni tariffarie.

Secondo il Codacons ci sono alcuni principi da stabilire; in primis il fatto che l’unico obbligo per il viaggiatore sia il pagamento del biglietto. Il prezzo del biglietto deve essere fissato secondo il principio, già stabilito dal CIPE, del service mark up, per il quale ogni aumento deve essere collegato a un miglioramento del servizio.

Ancora: la concorrenza che sarà introdotta con la liberalizzazione della rete ferroviaria italiana deve essere una concorrenza sulla rete e non sulla tratta. Cioè le concessioni a nuovi operatori devono essere rilasciate solo a operatori che, come nel settore della telefonia, coprano con la loro offerta il 92% del territorio nazionale, cioè della rete ferroviaria italiana, e il 98% della popolazione, cioè del movimento viaggiatori. Non devono essere ammessi competitor che traggono profitto solo dalle tratte più ricche senza accollarsi gli oneri delle tratte meno remunerative al sud e dei pendolari. Possono fare eccezione le compagnie ferroviarie straniere sulla base di un criterio di reciprocità.

Devono cessare le vessazioni del viaggiatore che, ad esempio, deve poter acquistare il biglietto sul treno come già succede sui treni della Deutsche Bahn in servizio sulla rete italiana (Brennero-Bologna) e non deve pagare nulla se non il cambio prenotazione in caso di differimento o anticipo del viaggio. E’ inaccettabile che in caso di controversia, un’unilaterale valutazione degli obblighi contrattuali da parte di Trenitalia determini invariabilmente una sanzione per il viaggiatore, invece che l’eventuale riconoscimento di un suo diritto. Ogni controversia deve essere decisa dalla Magistratura Civile, come avviene per ogni rapporto tra soggetti entrambi privati, come sono Trenitalia e il viaggiatore.

E non si può tollerare ulteriormente che il viaggiatore per poter viaggiare debba fare code defatiganti alle biglietterie delle stazioni o debba procurarsi moneta di basso conio perché le macchine emettitrici non danno resto ma solo un bonus, da convertire presso una biglietteria. Né che il viaggiatore, dopo aver pagato un sovrapprezzo per avere un biglietto flessibile, per far valere la flessibilità e cambiare treno si debba recare alla biglietteria della stazione di partenza.

Inoltre il Codacons ha chiesto di ritirare gli ultimi aumenti dei biglietti praticati senza alcun miglioramento del servizio nella maggioranza delle tratte, solo perché su alcune tratte è stata realizzata l’Alta velocità. L’Alta velocità è un vantaggio competitivo per Trenitalia, che è stato quasi interamente pagato dalla fiscalità generale e dunque non deve essere pagato una seconda volta dai viaggiatori sulla rete ferroviaria italiana.

Non bisogna consentire una liberalizzazione a scapito della fiscalità generale, come è successo per Alitalia. Il Legislatore deve aprire effettivamente alla concorrenza, come è stato fatto per il servizio di telefonia mobile: bisogna fare un passo indietro e ricostituire il monopolio pubblico con le garanzie della conciliazione preventiva e del Giudice Amministrativo, come in Francia.

 

 

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