TRASPORTI. Disservizi ferroviari nel Lazio, botta e risposta tra FS e Cittadinanzattiva

A distanza di tre giorni dalla presentazione dell’indagine di Cittadinanzattiva sul trasporto ferroviario regionale del Lazio, arriva la risposta di Ferrovie dello Stato: "La metodologia adottata dichiaratamente non scientifica sul trasporto ferroviario regionale rende i dati finali di dubbio valore ai fini della valutazione oggettiva del servizio".

Secondo FS l’indagine di Cittadinanzattiva non dà un quadro reale della situazione poiché ha esaminato solo 398 treni, in un arco di 3 mesi, ossia lo 0,66% dei 60 mila treni circolati in tale periodo ed ha monitorato solo i treni nelle fasce di punta, quando il sistema nel suo complesso è sottoposto al massimo stress, falsando così il giudizio complessivo.

Le analisi statistiche condotte da Trenitalia con strumenti automatici e metodi certificati offrono un quadro molto diverso della realtà.

Per quanto riguarda la puntualità le rilevazioni di Rete Ferroviaria Italiana dicono che nei primi mesi del 2010 i treni del Lazio sono stati puntuali al 90%. Inoltre, in coerenza con le richieste della Regione Lazio e dopo un costruttivo confronto con le Associazioni dei Consumatori e dei Pendolari, le modifiche all’orario, in vigore dallo scorso 12 dicembre, sono finalizzate anche al miglioramento della puntualità dei treni regionali. L’offerta con 6 collegamenti: 2 sulla linea Roma – Lunghezza, 2 sulla Roma – Colleferro e 2 Roma – Frosinone. Vetture in più anche su alcuni treni particolarmente affollati come quelli della linea Roma – Nettuno e Roma – Viterbo.

Sul fronte della pulizia, l’indagine sulla "soddisfazione dei Clienti", effettuata da una primaria società esterna, registra nell’ultimo trimestre un aumento di 7 punti rispetto il trimestre precedente, 9 se si confronta lo stesso periodo del 2009.

Il problema del sovraffollamento, infine, secondo FS potrà attenuarsi con l’arrivo dei nuovi treni. I primi convogli, inizieranno a circolare nei primi mesi del 2012 grazie a un investimento complessivo di 266 milioni di euro (235 milioni di Trenitalia e 31 milioni della Regione) reso possibile anche dalla stipula del nuovo contratto di servizio.

"Piuttosto che una difesa d’ufficio e dati autoreferenziali – commenta Cittadinanzattiva – ci piacerebbe constatare da FS una vera apertura per un confronto costruttivo con i comitati di pendolari e le Associazioni di tutela dei diritti dei consumatori. Invece, anche da questo punto di vista, regna il ritardo più assoluto, con il risultato che le tutele per i tanti viaggiatori che ogni giorno salgono su un treno pendolare sono pressoché nulle. E la mancata introduzione di modalità conciliative per i pendolari non fa che confermare implicitamente l’esistenza di problemi ben lungi dall’essere risolti".

"Ben vengano – continua la replica dell’Associazione – tutti gli sforzi che il Gruppo Ferrovie dello Stato sta portando avanti per migliorare la qualità del servizio, evidentemente non sono ancora sufficientemente percepiti dai suoi stessi clienti. Da parte nostra, ribadiamo la validità delle analisi civiche compiute con il diretto coinvolgimento dell’utenza, in linea con quanto disposto dalla Finanziaria 2008 (comma 461), vorrà dire che la prossima volta inviteremo anche i dirigenti FS a salire con noi per monitorare i treni. Sempre che ci sia posto".

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