TRASPORTI. E’ nata la Nuova Alitalia. Reazioni contrastanti delle associazioni dei consumatori

Domani il Consiglio dei Ministri dovrebbe nominare Augusto Fantozzi, già Ministro con Dini e nel primo governo Prodi, a commissario per la fase di transizione di Alitalia verso la società Compagnia aerea italiana di Colaninno e Sabelli. La società è denominata "compagnia aerea italiana"; Rocco Sabelli è stato nominato amministratore unico, ma nei prossimi giorni la società sarà trasformata in s.p.a. e dotata di un consiglio di amministrazione presieduto da Roberto Colaninno.

La Nuova Alitalia, che decollerà a fine ottobre, ha rotte ambiziose. Dopo due anni di rodaggio in perdita (310 milioni nel 2009 e 60 milioni nel 2010), tornerà in utile nel 2011 per 83 milioni. E l’anno dopo potrebbe riaffacciarsi in piazza Affari ed è pronta a fare l’offerta per rilevare Air One e alcuni asset dell’attuale Alitalia da integrare. La nuova compagnia di bandiera avrà anche un partner internazionale e disporrà di una flotta aerea di proprietà: abbandonata quindi l’ipotesi del lease back. Gli aeromobili che acquisterà dalla Magliana e dalla compagnia di Carlo Toto dovrebbero essere 136 nel 2009 per salire a 160 nel 2013.

Molto critiche le prime reazioni delle associazioni dei consumatori."Siamo pronti a iniziare una class action già dal primo gennaio", hanno annunciato Elio Lannutti, senatore dell’Italia dei valori e presidente di Adusbef e Rosario Trefiletti presidente di Federconsumatori, preoccupati soprattutto per il destino dei piccoli azionisti che, con le azioni sospese in borsa, non possono decidere se e come uscire da Alitalia. L’accusa è chiara: "Sta succedendo come con il Banco di Napoli, dove 12.000 miliardi di debiti sono finiti a carico dello Stato e tutti i privati si godranno gli utili".

"Nessuna class action. Noi dobbiamo difendere anzitutto il cittadino-contribuente e subito dopo il cittadino-utente. L’azionista che ha investito i suoi soldi in Alitalia sa da almeno 6-7 anni che si tratta di una bad company e quindi se ha voluto mantenere le sue azioni ha accettato consapevolmente il rischio di riduzione del valore del risparmio investito". E’ stato questo il commento del Movimento Difesa del Cittadino (MDC) di fronte alle annunciate azioni giudiziarie di altre associazioni di consumatori nei confronti del caso Alitalia.

"No alla class action, sì alla nuova compagnia con capitali privati" ha sottolineato, quindi, il presidente del Movimento Difesa del Cittadino, Antonio Longo, che si dice "preoccupato, invece, per la mancata concorrenza su molte tratte". "Opportunamente – ha detto Longo – una grande radio economica, Radio 24, ricorda ogni giorno ai suoi ascoltatori, alla fine del notiziario del mattino, che Alitalia perderà anche oggi 2,5 milioni di € . Sono soldi che vengono sottratti ai contribuenti, e così è stato anche per il cosiddetto prestito-ponte di 300 milioni, e così è da anni per le perdite miliardarie di Alitalia. Ben venga quindi – ha concluso il presidente di MDC – la nuova società privata che si faccia carico della compagni di bandiera. E’ giusto che gli azionisti, soprattutto i piccoli, abbiano le tutele di legge ma non ci stracciamo le vesti di fronte alla loro perdite. Ci preoccupano altri problemi, anzitutto il venire meno di quel minimo di concorrenza su molte tratte che finora vedevano voli Alitalia e voli Air One in alternativa: che succederà nel futuro? Chi assicurerà un minimo di concorrenza?".

Paolo Landi segretario generale di Adiconsum è disposto a utilizzare "tutti gli strumenti a disposizione anche nei confronti della Consob". Più scettico, comunque, si dice al momento Landi sulla class action: "perché si rischia di venire trascinati per tribunali per anni senza risultati. Ma se l’impianto della legge viene modificato con l’introduzione della sentenza esecutiva, allora tale strumento può essere valido per la tutela degli azionisti di minoranza".

Un’azione basata sul Codice del consumo per bloccare la costituzione della Nuova Alitalia. E’ quanto sta studiando il Codacons per tutelare, come ha spiegato il presidente Carlo Rienzi all’Agi, "i risparmiatori che hanno acquistato azioni Alitalia" e che, con la ripartizione tra la nuova Compagnia e la bad company, rimarrebbero con un pugno di mosche. "Si tratta di un’azione partita proprio dal Codacons", ha dichiarato Rienzi, "al momento ancora allo studio, che abbia effetti preventivi per chiedere al Tribunale di bloccare la costituzione della nuova compagnia aerea". Questo, ha precisato il presidente di Codacons, "al fine di preservare i valori delle obbligazioni e delle azioni dei risparmiatori". Un’azione pensata per velocizzare i tempi in attesa della class action, che sara’ attiva solo a partire dal primo gennaio: "Abbiamo aperto le adesioni e stiamo preparando una memoria per il giudice penale per far aprire un procedimento penale". Ancora non si conosce il numero dei partecipanti alla class action, ma Rienzi ha sottolineato che "a prescindere dal fatto che le adesioni siano molte o poche, noi faremo la class action".

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