TRASPORTI. FS firma con 3 aziende europee una Carta Europea per iniziative sociali nelle stazioni

"Le stazioni sono dei non luoghi, ma sono decisive per l’immagine delle città perché rappresentano le porte d’accesso e devono essere spazi socialmente qualificanti". Così il sindaco di Roma Gianni Alemanno ha salutato stamattina, presso Palazzo Valentini a Roma, la "Carta europea per lo sviluppo di iniziative sociali nelle stazioni", firmata in primis da Ferrovie dello Stato, e da altre tre imprese di trasporto europee: la SNCF francese, la B Holding belga e la CLF lussemburghese. Il fine di questa Carta è appunto quello di promuovere azioni di solidarietà nelle stazioni ferroviarie, grandi e piccole, per garantire una maggiore sicurezza ai cittadini.

"Quest’iniziativa parte dal principio di solidarietà sociale, che deve essere una delle principali responsabilità di un’azienda – ha dichiarato Alemanno – soprattutto le aziende che hanno una funzione pubblica, come quelle dei trasporti, devono dare l’esempio e sprigionare, dal proprio interno, azioni come queste, collocandole dentro il proprio processo industriale". Secondo il sindaco di Roma, dunque, la firma di questa Carta è proprio un simbolo di questa responsabilità sociale dell’azienda ed è importante che rappresenti un intervanto concreto e condiviso a livello europeo.

Anche il Presidente della Provincia di Roma, Nicola Zingaretti, è soddisfatto di quest’iniziativa di cui Ferrovie dello Stato è la capofila. "Il tema della solidarietà accompagnata dalla sicurezza, promosso da Ferrovie dello Stato, è tutt’uno con la nostra politica – ha spiegato Zingaretti. "Le società europee non sono mai state così insicure, poiché è forte la percezione della paura verso un futuro incerto. Per competere meglio le nostre società hanno bisogno di una grande coesione sociale e questa battaglia va combattuta su più piani. Le stazioni sono luoghi della socialità – ha concluso il Presidente della Provincia di Roma – da sempre importanti nella costruzione del tessuto sociale delle città e per questo noi siamo pronti a investire sulla loro sicurezza".

L’Amministratore delegato del Gruppo Ferrovie dello Stato, Mauro Moretti ha presentato questa Carta come una dimostrazione concreta della responsabilità sociale di un’azienda. "Da un po’ di tempo le stazioni – ha dichiarato Moretti – sono state emarginate dall’attenzione dei servizi e noi stiamo cercando di recuperarle, rendendole degli spazi normali in cui il cittadino si senta tranquillo. Si potrebbe addirittura prevedere degli asili nido nelle stazioni, per aiutare le giovani coppie. Ma tutte queste iniziative – ha concluso Moretti – le stiamo facendo in collaborazione con le autorità locali e le forze dell’ordine".

La Carta firmata oggi è un documento di condivisione di valori sociali e le imprese firmatarie si sono impegnate a considerarla la base di ispirazioni delle loro iniziative, nel rispetto dei progetti autonomamente elaborati dalle rispettive aziende. Queste si incontreranno periodicamente per condividere le problematiche dell’emarginazione sociale e scambiarsi informazioni ed esperienze.

Questi alcuni degli impegni condivisi:

  • programmare interventi sociali nelle aree urbane e ferroviarie, coinvolgendo le istituzioni pubbliche, le associazioni, la società civile e le forze di pubblica sicurezza;
  • monitorare l’evoluzione del disagio sociale attraverso analisi e ricerche, condividendone i risultati;
  • prevedere percorsi formativi per sensibilizzare il personale ferroviario alla gestione del disagio sociale;
  • strutturare un apposito sito web che permetta la conoscenza, diffusione e valorizzazione delle iniziative sociali attuate.

Il Gruppo Ferrovie dello Stato è impegnato sul fronte della sicurezza e rivalutazione delle stazioni fin dal 2002, quando, in collaborazione con gli enti locali, le associazioni di volontariato e del Terzo Settore, ha istituito gli Help Center, centri di prima accoglienza e orientamento presenti nelle principali stazioni d’Italia.

L’Help Center si trova al centro di vari soggetti, le ferrovie e le autorità locali da una parte, i servizi e i cittadini dall’altra, e svolge un importante ruolo di collegamento. Oggi sono 11 gli Help Center attivi in tutta Italia ed è stato allestito un grande database per lo scambio delle informazioni; un altro obiettivo prioritario di questi centri è quello di diffondere anche un’uniformità di linguaggio, per far comprendere al cittadino "normale" chi è veramente quel bisognoso che spesso incontra in stazione, spiegando la differenza tra un barbone, un "senza fissa dimora" eccetera.

La rete in cui si muovono gli Help Center è quella dell’Osservatorio nazionale sul disagio e la solidarietà, nato in collaborazione con l’ANCI, l’Associazione Nazionale Comuni Italiani. L’Osservatorio ogni semestre pubblica un Rapporto con alcuni numeri significativi sul lavoro svolto. A settembre 2008 è risultato che la media giornaliera dei contatti degli Help Center è di 258, 48 dei quali sono nuove identificazioni, la maggior parte sono uomini e stranieri.

di Antonella Giordano

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