TRASPORTI. Fallimento SkyEurope, i Consumatori insorgono

Si conferma un’estate nera per il turismo. E’ questo il commento di Federconsumatori alla notizia del fallimento di SkyEurope, la compagnia aerea low cost slovacca. Per tutta la stagione estiva Federconsumatori è stata sommersa da segnalazioni e richieste di aiuto da parte di turisti in difficoltà, che, tra ritardi, annullamenti dei voli e bagagli smarriti, hanno subito un disagio dopo l’altro.

"Ora – scrive l’Associazione dei consumatori in una nota – dopo Myair e Todomondo, ecco il fallimento di un’altra compagnia aerea, con tutti i disagi che comporta per i viaggiatori rimasti appiedati in Italia o all’estero".

"Chiediamo, per quei passeggeri rimasti bloccati all’estero, un intervento immediato da parte delle Istituzioni italiane all’estero, al fine di permetter loro di rientrare in Italia". "Se siete tra quei turisti coinvolti dal fallimento di Skyeurope – suggerisce Federconsumatori – dovrete inviare una raccomanda a.r. alla compagnia aerea, chiedendo il rimborso del biglietto aereo non utilizzato e delle spese sostenute nell’attesa in aeroporto, oltre alla corrispensione della compensazione pecuniaria per la mancata partenza , che varia a seconda della lunghezza della tratta di volo. (Nella fattispecie, per tratte di volo fino a 1500 Km € 250, per tratte intracomunitarie e per quelle tra 1500 e 3500 Km € 400, per tratte superiori a 3500 Km € 600)".

"Inoltre – conclude Federconsumatori – appena saranno resi noti elementi più precisi, daremo informazioni su come procedere per insinuazione allo stato passivo a seguito del fallimento della compagnia. Invitiamo in ogni caso i passeggeri interessati a rivolgersi allo Sportello S.O.S. Turista aperto da lunedì a venerdì dalle 9 alle 13 e dalle 15 alle 18, al numero 059.2033430 o via mail all’indirizzo info@sosvacanze.it ; www.sosvacanze.it ; o agli sportelli territoriali della Federconsumatori.

Per Adoc i fallimenti a fine vacanze delle piccole compagnie aeree stanno diventando una pericolosa consuetudine. "Siamo sempre più preoccupati, il settore aereo appare senza regole e senza controlli – dichiara Carlo Pileri, Presidente dell’Adoc – si assiste al moltiplicarsi di piccole società che, come nei casi MyAir e SkyEurope, falliscono sempre nei periodi delle ferie estive, dopo aver incassato i soldi dei voli delle vacanze. Ci chiediamo cosa fanno le autorità di controllo italiane e internazionali, quali Enac e Iata, per prevenire queste situazioni".

"SkyEurope è in crisi da metà giugno – sottolinea Pileri – con perdite dichiarate di oltre 59 milioni di euro. Perché, nonostante la manifesta situazione, tour operator e agenzie di viaggi hanno continuato a vendere i biglietti della compagnia slovacca? L’Adoc assisterà, attraverso il suo pool di legali, tutti gli interessati, chiedendo il risarcimento alle agenzie e ai tour operator che hanno venduto i biglietti. Infine, ricordiamo che sarà possibile per gli interessati insinuarsi al passivo nel processo di fallimento".

Anche secondo Paolo Landi Segretario generale di Adiconsum quella di SkyEurope è "l’ennesima beffa che si è consumata ai danni di passeggeri e turisti ad opera di SkyEurope compagnia che nel proprio Sito internet si definisce la principale e più grande compagnia aerea low cost dell’Europa centrale che ha cinque basi in Repubblica Ceca, Ungheria, Polonia e Slovacchia ed effettua voli su 42 destinazioni in 19 paesi europei".

"E’ una vergogna – dichiara Pietro Giordano Segretario Nazionale Adiconsum – che si scopra solo all’ultimo momento che compagnie aeree come SkyEurope, o nelle ultime settimane Myair, falliscano senza che nessuna Autority Europea o Nazionale, abbia il potere di controllare, e quindi prevenire, i raggiri a danno dei consumatori. E’ uno scandalo che dopo ore dall’annunciato fallimento e dall’annullamento dei voli, il sito della Compagnia sia stato ancora attivo rastrellando centinaia di euro per singolo passeggero ignaro di quanto avvenuto".

Adiconsum dice basta a queste scorribande di operatori low cost privi di scrupoli. "L’Europa – scrive l’Associazione in una nota – deve dotarsi di un Organismo di controllo sovranazionale a garanzia dei consumatori europei ed il Governo italiano deve varare, con urgenza assoluta, norme di legge che diano poteri reali di Autorità di controllo e repressione ad Enac".

"Non è possibile – continua Giordano – che le normative europee vengano puntualmente violate da quelle compagnie aeree che, in barba a quanto stabilito dall’Unione Europea, attirano i consumatori con prezzi di pochi euro esposti sui siti internet, senza esporre nella stessa pagina web i costi aggiuntivi occulti, che puntualmente il passeggero si trova a dover pagare al momento del ceck in. Si arriva così, solo per fare qualche esempio, a pagare anche 30-40 euro aggiuntivi per ogni kg in più del proprio bagaglio o 150 euro in più per cambiare il nominativo del titolare del biglietto aereo, magari acquistato 5 euro".

"Nuovamente diritti negati e disagi immensi per migliaia di cittadini italiani che avevano acquistato biglietti del vettore aereo fallito, e che ora – afferma il Codacons – si ritrovano senza niente in mano o, nel peggiore dei casi, costretti a pagare a proprie spese voli di ritorno. I diritti dei passeggeri – spiega l’Associazione – sono chiaramente tutelati dalle norme in materia, che in questi casi prevedono:

  • Rimborso. Il passeggero ha diritto di scegliere tra il rimborso entro sette giorni dell’intero costo del biglietto e la riprotezione, ossia l’imbarco su di un volo alternativo per la destinazione finale non appena possibile o ad una data successiva a lui più conveniente, a seconda della disponibilità di posti.
  • Compensazione. Indipendentemente dal rimborso, il passeggero ha poi diritto ad una compensazione pecuniaria pari a 250 euro per le tratte fino a 1.500 Km, 400 euro per i voli tra i 1.500 ed i 3.500 Km (o oltre 3.500 Km per le tratte intracomunitarie) e 600 euro per le tratte superiori ai 3.500 Km al di fuori dell’UE. La compensazione, infatti, non è dovuta solo se il vettore può provare che la cancellazione del volo è stata causata da "circostanze eccezionali che non si sarebbero comunque potute evitare anche se fossero state adottate tutte le misure del caso’ o se il consumatore è stato informato della cancellazione con almeno due settimane di preavviso. Per i prossimi 14 giorni, dunque, il consumatore ha diritto anche alla compensazione pecuniaria. La compensazione pecuniaria, inoltre, deve essere pagata in contanti, salvo che il passeggero non preferisca buoni di viaggio e/o altri servizi.

"Invito gli utenti italiani coinvolti nel fallimento di Skyeurope a non esitare a far valere i propri diritti e a rivalersi sulla compagnia aerea per ottenere quanto loro spettante – afferma il Presidente Codacons, Carlo Rienzi – A tal fine sul blog www.carlorienzi.it sarà disponibile da oggi il modulo da scaricare ed inviare al vettore aereo per chiedere rimborsi e compensazioni pecuniarie nel rispetto delle leggi vigenti".

Confconsumatori ritiene che la modalità di assistenza messa in campo dall’ambasciata italiana deve essere ampliata nell’immediatezza con un intervento decisivo e risolutore da parte del Ministero degli Esteri, al quale si chiede "di predisporre tutte le modalità organizzative che consentano il rientro in Italia dei nostri connazionali".

"Comprendiamo benissimo che non vi è una specifica disciplina di settore che prevede un intervento di tale tipo, ma l’eccezionalità dell’evento e la sua gravità costituiscono dei presupposti fondamentali affinché intervenga l’unico soggetto che, in questo momento, può garantire il pronto rientro in Italia dei passeggeri. Altra questione – scrive l’Associazione dei consumatori in un comunicato – è quella relativa al rimborso del prezzo del biglietto e alla compensazione pecuniaria che spettano ai passeggeri, per le quali bisognerà verificare gli esiti della procedura fallimentare".

"Dalle prime notizie sembrerebbe che il fulmine a ciel sereno non è tale, in quanto lo stato di cottura della compagnia aerea era già noto sin dal mese di giugno. Se ciò sarà confermato – ha dichiarato l’avv. Carmelo Calì, Responsabile Trasporti di Confconsumatori e Rappresentante del CNCU nel Comitato Tutela Diritti del Passeggero presso l’ENAC – risulta assai grave il silenzio che sino ad oggi ha coperto tale situazione. In tal modo, infatti, sono stati arrecati ulteriori danni ai passeggeri che, se avvisati, avrebbero certamente potuto conoscere per tempo i rischi e i disservizi a cui andavano in contro e premunirsi adeguatamente" –

 

 

 

 

 

 

 

 

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