TRASPORTI. Federauto: al via tavolo con MSE. Federconsumatori e Adusbef: su automobilisti è stangata

Verrà creato un tavolo di lavoro al Ministero dello Sviluppo economico per dare risposte ai problemi dei concessionari di autoveicoli, dei clienti e della collettività. È il risultato cui si è giunti dopo l’incontro di ieri fra il ministro Paolo Romani e Federauto, la Federazione italiana concessionari auto, che ha illustrato la situazione della filiera, i numeri in termini di occupazione e le ricadute negative della flessione della domanda. Chiosano a loro volta Federconsumatori e Adusbef: "Federauto sostiene che la situazione è critica. Per noi la situazione di un automobilista è drammatica".

Un passo indietro. Ha detto il presidente di Federauto, Filippo Pavan Bernacchi: "La flessione della domanda, che ha portato il mercato italiano sotto il livello critico dei 2.000.000 di pezzi, vede come primo danneggiato proprio lo Stato che introiterà quest’anno circa 2 miliardi di euro in meno tra IVA e tasse varie. Senza parlare dei problemi occupazionali che vedono a rischio circa 45.000 posti di lavoro sparsi su tutto il territorio nazionale. A questo si aggiunga che il mancato rinnovo degli incentivi per le vetture a basso impatto ambientale, in primis alimentate a GPL e Metano, ha fatto cadere la domanda di questi prodotti di quasi il 90%; a dimostrazione che l’anima ecologica dell’italiano medio o è stimolata o, semplicemente, non esiste".

Da qui alcune proposte: "In sintesi svecchiare il parco auto che vede 11.000.000 di vetture obsolete, poco sicure e inquinanti, si tradurrebbe in: maggiori entrate per lo Stato, migliore qualità dell’aria e quindi minori malattie, migliore sicurezza stradale, sostegno al mantenimento dei posti di lavoro con minor ricorso agli ammortizzatori sociali a carico della collettività".

Per Federconsumatori e Adusbef, se la situazione del settore è critica, molto peggio va per gli automobilisti. Sull’automobile, argomentano, si scaricheranno notevoli aumenti, con la conseguenza di difficoltà occupazionale in tutto il settore e naturalmente dell’invecchiamento del parco macchine. Affermano le due associazioni: "Sui carburanti rispetto allo scorso anno si registra un aumento di 240 euro in più (per i soli costi diretti) e, con la malsana idea di un incremento dell’accisa di 2 centesimi, i rincari raggiungeranno 268 euro annui. Se inoltre, come prospettato dal Decreto Milleproroghe, si aumenteranno anche le accise regionali di altri 3 centesimi si arriverebbe a una stangata di 304 euro annui. A ciò si aggiungono i rincari dei pedaggi autostradali, che incidono per 37 euro annui e l’incredibile aumento che, anche quest’anno, si profila per l’rc auto pari a +105 euro". Risultato: se tutti questi rincari si combineranno fra loro, la stangata per gli automobilisti sarà pari a 446 euro l’anno.

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